
Quando si diventa informatici per ego, e non per portare qualcosa al mondo.
Questione di codice…
Le comunità di informatici, sono spesso abitate da persone introverse. Guidate dal desiderio di fare qualcosa, solo per renderla inaccessibile al resto del mondo.
Viene poi tirata fuori la storia della documentazione della comunità. Quel luogo immaginario e puffoso, dove i contributori danno il meglio di se stesso. Collaborano, creano, mangiano spaghetti cotti dentro al forno a microonde.
È chiaro che se scrivi codice informatico, devi avere delle competenze. Ma se decidi che il tuo lavoro darà vita ad un qualcosa che utilizzeranno anche gli altri, devi metterti in testa che: tutti non sanno fare tutto. Altrimenti dovremmo avere delle competenze enormi in ogni campo.
Invece ci affidiamo ad altre persone, quando non sappiamo come fare. Oppure utilizziamo alcuni strumenti con delle facilitazioni, che sono state create per permettere ad una buona parte di persone di utilizzare strumenti senza per forza saper fare tutto riguardo quello strumento.
Altrimenti Linux lo userebbero solo lo 0,0001% della popolazione mondiale, dato che se l’installazione fosse solo tramite riga di comando, non lo userebbe quasi nessuno.
Eppure siamo qui. Siamo gli utilizzatori di strumenti che progettano altri, ma usano in molti.
Questo perché chi apre un blog che parla di piante, o di politica, o di altro, non è necessariamente un tecnico. Lo dovrà diventare in parte, ma… una persona che ha a cuore la sua indipendenza vorrà gestirsi il suo sito da solo.
Questo per evitare conflitti d’opinione con chiunque sarebbe chiamato a gestire un blog che non è suo.
In questo sito c’è tutto me stesso. Non ho appaltato a nessuno la grafica. Ho scelto il tema, i font, lo sfondo, i colori. Ho passato tante ore a scegliere tonalità, icone, spazi tra i vari elementi. Se avessi chiesto ad un altro di farmelo, non ci sarebbe riuscito. Questo a prescindere da quanto sarebbe costato: è difficile trovare una persona che capisca al posto tuo cosa vorresti raggiungere.
Da Drupal 7 a Drupal 8, l’odissea continua…
Faccio ora una ricerca, che mi indica che circa il 31% dei siti Drupal, è ancora alla versione 7. Quella ufficialmente morta qualche anno fa.
Il problema è per le persone, che migrare ad una nuova versione comporta un vero è proprio trasloco. Sono nati pure dei servizi appositi di migrazione, un po’ come quando in giro trovi continue pubblicità riguardo traslochi e servizi di giardinaggio.
Mi sembra di percepire un clima dove in molti sono disposti a dirti il minimo sopra l’argomento, solo per garantire la possibilità ad ignoti di vendere servizi con costi esosi. La molta confusione sull’argomento aiuta questo processo.
Io avevo un sito Drupal 7. Ho deciso di dare fiducia al nuovo sistema, dato che avevano fatto suonare sirene e allarmi, che Drupal 7 sarebbe finito a breve. E invece mi sono trovato a rifare il sito da zero con la versione 8, mentre la versione 7 è andata avanti per non so quanti altri anni.
Come sono stato premiato? Con continui aggiornamenti da fare. Il nuovo sistema Drupal, dalla versione 8 in poi, esclude in modo permanete alcune funzioni. Mi sono trovato costretto a cercare delle alternative, perché ho dato credito al fatto che con Drupal 8 mi sarei trovato bbbene.
I servizi di hosting e compagnia bella.
I servizi di hosting sono composti in linea di massima da grandi supercazzolatori professionisti. Loro sanno che campano grazie agli installatori automatici, perché la maggior parte delle persone non studia informatica solo per tenere su un sito web.
Anzi, molti webmaster si capisce, che hanno solo le competenze minime di programmazione. Più che altro si occupano della grafica, di gestire qualche modulo, ma non di scrivere codice. Fanno un sito, e poi lo consegnano al cliente.
Nel frattempo Drupal segue una sua politica che consiste nel deprecare continuamente funzionalità. Alcune volte questa cosa può essere utile, ma altre volte è di cattivo gusto e mancanza di rispetto.
Il problema è che se qualcosa non può essere più usato, vanno trovate delle alternative. Quelle alternative non sempre sono pronte. E infatti Drupal prevede un accavallamento sostanzioso tra più versioni. Oggi si utilizza ancora la versione 10, mentre la 11 è già stata rilasciata da mesi.
Per quale motivo questo accavallamento? Perché per passare da una versione all’altra, ci deve essere compatibilità tra i moduli e la versione generale di Drupal.
Se un modulo è stato deprecato vanno trovate delle alternative. Se un tema non è ancora presente per la versione più aggiornata, bisogna aspettare che esca l’aggiornamento, altrimenti non si potrà usare uno specifico tema sulla nuova versione di Drupal.
Scusate se parlo a chi un po’ conosce Drupal, e probabilmente chi non lo conosce affatto non sa di cosa parlo. Però so con certezza che molte persone stanno affrontando le stesse difficoltà da me riscontrate. E molti non sono contenti della gestione delle cose.
Ma gli hosting cosa centrano?
Loro fanno la parte di quelli che cascano dal cielo.
Sanno che alcuni sviluppatori di Drupal stanno rendendo sempre più complicato l’utilizzo di questo CMS.
Nello specifico si è deciso che non deve essere più possibile installare moduli utilizzando l’interfaccia del sito.
Ti rispondono che loro non ci possono fare nulla, e che si occupano solo del server.
Va bene, ho capito. Ma lo sapete miei cari servizi di hosting, che se le persone imparano a fare tutto in autonomia, voi non servite più?
Già… perché usare un servizio di hosting condiviso, quando per lo stesso prezzo posso avere molto di più se mi installo il sito in autonomia?
Ma perché non mi installo il sito in autonomia?
Il problema è che pago un servizio di hosting per non avere noie. Devo solo occuparmi di aggiornare tramite gli installatori automatici la versione generale del sito. E dentro il sito di aggiornare i moduli.
Però nel fare tutto questo voglio utilizzare un servizio esterno, che comprende backup, aggiornamenti di versione e ripristino.
Ma se non è più possibile utilizzare il sito per via delle modifiche apportate a Drupal, loro non potrebbero più venderti un servizio che tu non puoi usare.
Anche se gli hosting non sono responsabili di cosa combinano gli sviluppatori dei vari sistemi, però non possono venderti una cosa che non funziona in partenza.
Drupal, dalla versione 10.4 in poi.
Alcuni sviluppatori di Drupal, hanno deciso di rimuovere la funzionalità che permetteva di caricare dei moduli nuovi direttamente dal sito, dalla versione 10.4 in poi.
La motivazione è: che questa funzione è vulnerabile, in caso un utente di sua iniziativa decida di caricare nuovi moduli senza il permesso dell’amministratore del sito.
Il problema però è questo: chiunque installi con gli installatori automatici un sito Drupal dalla versione 10.4 in poi, si ritrova senza la possibilità di aggiungere nulla. Dovrebbe usate il sito così com’è. Senza aggiungere temi o altro.
Purtroppo però, mi sono trovato nei mesi scorsi a discutere forse qualche ora con un improbabile supporto tecnico, al quale ho spiegato questo problema: se il sito viene installato nuovo, il problema già esiste, e io non ho fatto nulla per crearlo.
Chi sta dall’altra parte del telefono però, non è stato in grado di dirmi che Drupal aveva rimosso delle funzionalità. E io sono andato avanti per mesi a cercare risposte nel punto sbagliato.
Tutto questo avviene, perché i servizi di hosting preferiscono evadere la risposta con argomentazioni fuorvianti. Stanno vendendo un servizio per utenti non esperti, che però gli utenti non esperti non possono usare.
Solo ora mi accorgo, che degli sviluppatori hanno deciso con le loro intenzioni, di rimuovere questa funzione.
Me ne accorgo non perché me lo hanno detto quelli di qualche servizio di assistenza, ma perché dopo tante ricerche ho capito come sono andate le cose. Un gruppo di sviluppatori si è dato da fare per rimuovere la possibilità di aggiungere temi e moduli, senza chiedere il parere agli utilizzatori.
Però molti utenti sono scontenti di questa modifica. Sono persone che usano Drupal, perché hanno trovato in questo sistema un buon aggregato di moduli e temi. Ma che si limitano a qualche funzione.
Ho letto la pagina dei commenti, sia di chi è scontento, sia di chi esulta per questa iniziativa balorda.
E spiego il motivo di perché è balorda: se non ti piace il tasto che permette di aggiungere i moduli e i temi, toglietelo per conto tuo dopo aver installato il tuo sito Drupal. In fondo per chi è capace non sarebbe un problema fare così.
Lascia però che i tanti utilizzatori di Drupal possano continuare ad usarlo.
Non tirate fuori la motivazione stupida della sicurezza, perché gli utenti esperti sanno che se devono gestire un sito di una certa importanza possono eliminare o aggiungere funzioni.
Le precauzioni e i tecnicismi vari però, sono inutili per chi usa qualche tema e modulo aggiuntivo. Tra le altre cose, siccome molti fanno i saputelli con la storia che composer aggiunge le dipendenze di ogni modulo, sapete bene che è possibile anche gestire questa operazione in manuale. Magari non funzionerà sempre in ogni caso. Ma se si tratta solo di aggiungere un modulo prima, per poterne aggiungere un altro dopo, il problema viene grossomodo superato.
Poi, sono anche d’accordo che per un sito più complesso bisogna saper utilizzare mezzi migliori. Ma finitela di fare i saputelli.
Come fare ad aggiungere temi e moduli, dopo la versione 10.4 di Drupal.
Alla fine mi sono ricordato che per aggiungere i moduli, basta caricarli nella cartella dei moduli aggiuntivi, e poi proseguire con l’installazione da dentro l’interfaccia del sito. Ci potevo pensare prima ma… la responsabilità è dei servizi di assistenza degli hosting, che ti danno sempre informazioni fuorvianti. Magari se non li contattavo capivo prima il problema. Invece proprio perdendo tempo con loro, ho peggiorato la situazione per me stesso, rimanendo più confuso.
Cosa sarebbero obbligati a fare i servizi di hosting?
Io ho trovato la soluzione temporanea al problema. Perché ormai è chiaro: dentro drupal.org ci sono delle persone che godono nel mettere in difficoltà gli utenti.
Probabilmente fanno comodo a coloro che vendono servizi di assistenza vari, e sospetto che ci sia l’intenzione di lasciare che ci siano alcuni problemi, solo per vendere la soluzione.
Drupal si è trasformato in un progetto, con interessi multipli che vanno in conflitto con gli utenti. Quello che dovrebbero fare gli hosting, è chiarire con gli utenti che Drupal funziona così.
Nel senso: deve essere chiaro che gli hosting nel caso di Drupal, stanno vendendo un servizio che può essere sabotato dagli stessi sviluppatori.
Dovrebbero avere il coraggio di metterci la faccia. Perché i loro servizi vengono venduti a utenti non esperti. E devono decidere tra due vie:
- O rimuovono la possibilità di utilizzare Drupal con gli installatori, perdendo una quota di clienti.
- Oppure devono avere il coraggio di spiegare bene la situazione, e fornire una guida sempre aggiornata per aggirare i problemi mano a mano che gli sviluppatori si danno da fare per crearli.
Cosa ho trovato di disdicevole dalla versione 8 di Drupal in poi.
Quando ho creato il sito da capo con le nuove versioni dalla 8 in poi, mi sono trovato subito di fronte un problema: i temi che utilizzavo nella 7 non c’erano più. Ho dovuto sceglierne altri, e molti di questi funzionano con i font non incorporati, ma che vengono da google.
Ho visto che forse il sito poteva ancora essere a norma, secondo le regole nuove che riguardano i cookie e i dati personali. Però mi sono detto: forse con le continue modifiche alle norme vigenti, è meglio utilizzare solo font incorporati.
Tutto questo perché io volevo un sito senza banner dei cookie. Totalmente esente dall’avere la preoccupazione di aggiornare continuamente policy, banner, e stronzate varie.
Parliamoci chiaro: queste cose sono riferite ai grandi numeri del web. Perché un sito poco visitato, quanti dati può raccogliere? Invece se il sito Drupal in questione è governativo, gli accessi sono innumerevoli.
Nel mentre il discorso che viene fatto è: i siti web devono essere a norma, quindi state attenti.
Il sottinteso è: rivolgetevi a qualche servizio a pagamento, se il vostro sito ha dei cookie attivi di un certo tipo.
Quello che mi aspetto da un progetto che dice di essere comunitario come Drupal, è che i siti partano dall’essere a norma senza aggiunta di banner o sistemi vari. Poi saranno i vari gestori dei siti web a decidere cosa aggiungere.
Io invece ho dovuto ricercare i temi e i moduli che mi evitino di mettere un banner, e di dover cercare per forza un servizio aggiuntivo a pagamento per una cosa che non mi interessa: raccogliere dati e avere pubblicità sul mio sito.
Poi ci sono stati diversi problemi in passato, sempre riconducibili al fatto che alcuni sviluppatori vogliono che il sito sia utilizzato solo rivolgendosi a servizi che non servirebbero a niente se gli sviluppatori non facessero danni.
Di recente è stato deprecato book, uno dei moduli più importanti di Drupal.
Gli sviluppatori hanno detto di essere consci del fatto di quanto sia importante storicamente questo modulo, perché era nato per raccogliere la documentazione della comunità.
Però hanno detto che andava rimosso dal core principale, e che tanto c’è il modulo contribuito dalla comunità.
Il problema è che se un domani il modulo non dovesse essere più aggiornato per le nuove versioni di Drupal, le persone poi saranno costrette a scegliere tra due vie:
- Rimuovere tutte le raccolte di articoli fatte tramite il modulo book, e aggiornare alla versione successiva.
- Lasciare il modulo non più aggiornato, e rimandare l’aggiornamento di Drupal a tempi migliori.
Queste sono il tipo di cose che avvengono nella comunità puffosa di Drupal, ormai preda di personaggi egoici che fanno comodo ai venditori di servizi vari. Quelli che hanno il solo scopo di permetterti di usare un qualcosa che prima potevi usare da solo. Adesso invece devi rivolgerti ad un servizio esterno, anche per blog tipo: lamiacasettanelbosco.khom
Questo è tutto.
Qui di seguito le discussioni nel web, riguardo la rimozione di alcune funzionalità da Drupal. Più altri link relativi a questo articolo.
Discussione su reddit riguardo l’utilizzo di Drupal per i non sviluppatori: The state of Drupal as a non dev, what has just happened in the last couple of months?
Discussione su drupal.org, riguardo la mancanza del pulsante “aggiungi un altro modulo”: No "Add module Button" in new Drupal 11
Richiesta di rimozione del codice che permette di caricare i moduli tramite l’interfaccia web del sito.
https://www.drupal.org/project/drupal/issues/3417136
I temi che utilizzo su questo sito che permettono di incorporare font, personalizzare i colori e le varie sezioni:
Modulo contributivo book, la sua storia, il motivo della rimozione dal core principale: https://www.drupal.org/project/book
Modulo antispam, senza servizi esterni come google:
https://www.drupal.org/project/captcha
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