Il sistema. Il potere.

Il sistema. Il potere.
 

Quando qualcosa non va, si da la colpa al sistema.

Il sistema, chi costituisce il sistema?

Tutti costituiscono il sistema. Il sistema è un insieme di abitudini. Un insieme di meccanismi.

Quando però si mira a cambiare il sistema, si guarda verso l'esterno, come se non fossimo parte di esso. Ma noi stiamo dentro al cerchio, non fuori. Eppure ci comportiamo spesso come se fossimo fuori.

Chi vuole cambiare il sistema si trova alla periferia del cerchio, e coloro che stanno dentro non vogliono che si porti rinnovamento.

Ogni sistema ha un modo di controllare la gente attraverso delle regole non scritte. Quelle non scritte valgono di più di quelle scritte. In fondo poi, quando si crea un nuovo sistema, non si fa nient'altro che inserire le regole che si erano pensate poco prima di creare quel sistema; così le regole pensate diventano scritte, e con il tempo si creano regole non scritte per compensare le regole nuove.

Ma forse le regole non scritte, sono quelle realmente pensate, la ragione per la quale, è stato inventato il sistema in vigore; di volta in volta, c'è questo meccanismo.

Ora.... quando si vuole cambiare sistema, ci sono delle resistenze. Il sistema appartiene a tutti, non è mai uno solo il reale responsabile.

Il nostro sistema attuale è dominato dalle emozioni. Non c'è razionalità (o forse ce n’è troppa).

Quando chi è più attaccato al sistema, si rende conto che esso sta per mutare; che esso è ormai insostenibile; si prepara, non vuole mollare la presa. Ogni sistema in fondo non è mai perfetto.

Ogni sistema è sempre precedente a quello successivo.*

In un sistema umano, c'è sempre una valvola di sfogo, che permette che esso si rinnovi senza traumi. Essendo che oggi si sono eliminati, tutti i fattori di sfogo interni, si teme il raggiungimento della massa critica. Forse, qualcuno ricorda che il carnevale, non è un festa dove uno si traveste e basta. Il carnevale era uno di questi meccanismi di sfogo, dove tutti gli ordini costituiti venivano ribaltati. Era un gioco, ma questo funzionava, era un modo per mandare via il vecchio e rinnovarsi ogni volta.

La nostra società dei consumi, è terribilmente piatta, non conosce mutamenti sereni.

Chi è malato di potere, ha bisogno che all'interno dei sistemi che si succedono di volta in volta, ci sia un forma di controllo. Il bisogno di potere è una malattia, tutti ne possiamo soffrire, tutti possiamo sconfiggerla; ma alcuni sono molto presi dal potere, mentre altri sono solo leggermente sfiorati dall'idea. Oppure ci possono essere vari momenti per ciascuno di noi.

Quando il sistema cambia, chi ha bisogno di potere, vuole che nel sistema successivo, ci siano forme di controllo sociali, che vadano a sostituire le vecchie forme di controllo. Perché chi deve dominare, è sempre preoccupato di quello che potrebbe accadere se di punto in bianco, cambiasse lo status quo. In realtà è sempre una liberazione questo cambiamento. Porta beneficio a tutti.

 

E allora quando c'è il “rischio” che questo cambiamento avvenga, il potere si difende, e per farlo cambia continuamente maschera, personaggio.

Questo è il potere, siamo noi!!

 

Quando uno ha bisogno del potere?

Ne ha bisogno quando, per soddisfare le sue necessità vitali, deve imporre un sistema. Se per soddisfare quelle necessità, non ci fosse alcun ostacolo, nessuno avrebbe bisogno del potere. Credo infine, che sia sempre il sistema precedente ha imporre quello nuovo.

Quindi.... l'unico modo per non avere più il potere ha rovinare le nostre vite, sia quello di creare un sistema con delle valvole di sfogo, con la libertà di espressione che faccia intendere sempre quali sono le nostre vere esigenze. In questo modo si potrà arrivare a comprendere gradualmente qual'è la società migliore.

Ricordandosi però, che la società perfetta è un'utopia.

 

Che cosa quindi, rende valido un sistema?

Un sistema è valido se al suo interno, ognuno riesce a soddisfare le proprie esigenze. Già, perché le leggi scritte sono un'invenzione umana; e quando si desidera cambiare regole, è legittimo cambiarle, se il sistema stesso non permette di vivere.

Chi pretende che una persona si adatti troppo ad un sistema che non tiene alle esigenze umane, non sa, che ogni sistema si può cambiare. Le leggi scritte, sono una convenzione sociale. E quindi valide, finché la convenzione permette la vita, la libertà. Dopo no. Bisogna sempre rendersi conto, in anticipo, quando il sistema sta logorando la vita della gente.

 

* E grazie al cazzo. É difficile che il sistema successivo sia successivo a quello successivo. Ed è anche difficile che quello precedente sia precedente.... poi dipende dai punti di vista.

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