Dieta del gruppo sanguigno e prodotti vegani.

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Sommario

Introduzione

Il desiderio di seguire una dieta, porta la persona che la segue a cercare il consenso riguardo la sua scelta alimentare da parte delle persone con cui vive. Per questo motivo si tende, nel seguire la dieta del gruppo sanguigno, a cercare prodotti alimentari che vengono preparati come se fossero uguali a quelli utilizzati dalla maggior parte delle persone.

 

Nel mondo vegano, che nei recenti anni si sta diffondendo molto (è quindi diviene socialmente accettato), vengono proposti prodotti preparati interamente con ingredienti vegetali, i quali sono considerati quindi, per una questione di marketing, sempre migliori e più salutari di quelli preparati anche con ingredienti animali.

 

Le persone che seguono la dieta del gruppo sanguigno tendono a transitare verso i prodotti del mondo vegano, per cercare di eliminare latte e derivati del latte dalla propria dieta.

Si potrebbe dire che le persone di gruppo B, potrebbero comunque mangiare prodotti a base di latte, ma per chi è pratico di questa dieta, sa che i latticini sono in generale un prodotto su cui stare attenti, dove alle volte capita di incontrare persone di gruppo B intolleranti a latte e derivati.

 

In questo post cercheremo di capire che i prodotti proposti dal marketing salutista vegano, contengono ingredienti da evitare per tutti i gruppi sanguigni. E che quindi potrebbero ugualmente creare degli effetti indesiderati, a prescindere da scritte promettenti come «senza olio di palma».

 

Analizzeremo gli ingredienti di vari prodotti, i quali poi conterranno all’occorrenza dei link verso il typebase del sito di Peter D’Adamo.

 

Per ogni categoria, si indicheranno gli ingredienti di cui è importante parlare, che quella categoria contiene. Ad esempio nei gelati Valsoia, non tutti i tipi contengono cacao, ma preferisco indicare in questo caso gli ingredienti utilizzati in tutti i gelati. In buona sostanza questo post cerca di dimostrare che generalmente i prodotti del mondo commerciale vegano/salutista, molte volte dovrebbero essere messi nella lista “da evitare per tutti i gruppi sanguigni”. Quindi è inutile analizzare ogni tipo di variante di prodotto proposto, perché tanto grossomodo tutti portano uno o più ingredienti che rendono il prodotto non idoneo per essere usato come alternativa frequente.

 

Gelati Valsoia

Ingredienti di massima: estratto di soia , sale marino , zucchero, olio di cocco , destrosio , maltodestrine , saccarosio, sciroppo di glucosio, nocciole  tostate, cacao  magro, olio di girasole , mono- e digliceridi degli acidi grassi E471, esteri di saccarosio degli acidi grassi E473, lecitine di soia E322, alginato di sodio E401, farina di semi di carrube , gomma di guar , aromi, farina di grano tenero tipo “0”.

 

Considerazioni: i gelati Valsoia non sono una buona alternativa ai gelati a base di latte vaccino. La combinazione di elementi come olio di cocco, destrosio, maltodestrine, saccarosio e gomma di guar rendono il prodotto poco tollerabile. La gomma di guar, è utilizzata come addensante, per dare probabilmente più corposità al prodotto. Ma probabilmente è proprio questa caratteristica a creare maggiori problemi in combinazione con altri alimenti sconsigliati. Il libro di Peter D’adamo “La salute su misura” indica che:
 

Molte delle gomme vegetali comunemente utilizzate come stabilizzatori e addensanti alimentari, come il guar e il carrageen, vanno evitate, perché possono esaltare gli effetti delle lectine provenienti da altri alimenti.

 

In buona sostanza non basta che su un prodotto venga indicato «100% vegetale», per essere sicuri che il prodotto sia migliore a prescindere. L’olio di cocco ad esempio, è utilizzato al posto del tanto chiacchierato olio di palma, per una questione sia commerciale, sia perché questo grasso saturo ha delle caratteristiche simili al tuorlo d’uovo per quanto riguarda la preparazione di alimenti.

 

Gelati di altre marche

In sostanza le altre marche che andremo ad analizzare contengono delle varianti rispetto al modello Valsoia, ma come sostanza siamo sempre lì.

 

PRIMIA

I gelati della PRIMIA (si vendono alla TIGROS), propongono dei tipi di cono gelato fatti con la farina senza glutine. In buona sostanza al posto del frumento prende posto il mais (farina di mais e amido di mais ), che viene poi impastato insieme ad ingredienti come l’olio di cocco, per rendere il cono più friabile. L’olio di cocco è presente anche come ingrediente del gelato vero e proprio.

Non ho indicazioni sul carbonato di sodio, utilizzato per la preparazione dei prodotti di questa marca.

Considerazioni: come i gelati Valsoia, questi gelati contengono la combinazione di ingredienti come la gomma di guar, l’olio di cocco, e il destrosio, che rendono questo prodotto da evitare per tutti i gruppi sanguigni.

 

Naturattiva

Forse spostandoci verso un prodotto che potremmo considerare di marca, in vendita presso la catena di negozi NaturaSÌ, potremmo trovare finalmente qualcosa che fa per noi, ma anche NO.

Naturattiva propone dei gelati vegani a base di cocco :

Bevanda di cocco 46% (acqua, pasta di cocco 6,1%), cioccolato fondente 23% (pasta di cacao, zucchero di canna grezzo, emulsionante: lecitina di soia), zucchero di canna grezzo, olio di cocco, sciroppo di glucosio, maltodestrina, cocco in scaglie 0,7%, proteina di pisello , destrosio, stabilizzante: pectina, stabilizzante: gomma di guar, stabilizzante: gomma xantano, estratto naturale di vaniglia, sale.
 

L’unico elemento nuovo di rilievo rispetto alle marche precedenti, è l’utilizzo della gomma di xantano.

Nel sito di D’Adamo non ci sono indicazioni precise riguardo la gomma di xantano, tranne che in una pagina in cui viene suggerito l’utilizzo di questo ingrediente al posto della gomma di guar, facendo intendere che può essere utilizzato, in combinazione però, di altri ingredienti che risultano essere o neutrali o benefici per tutti i gruppi sanguigni. Quindi non in combinazione con ingredienti a base di cocco, o farina di mais.

 

Il fatto che in questa marca di gelati venga utilizzata la proteina di pisello, non mi dice niente di particolare. Il pisello è un legume compatibile grossomodo con tutti i gruppi sanguigni. Ma se il gelato è a base di cocco, non vale la pena considerare la presenza della “proteina di pisello”. Anche perché occorrerebbe capire che tipo di processo industriale c’è dietro questo ingrediente.

Considerazioni: il fatto che il gelato sia di una marca considerata di maggiore qualità, non lo rende di fatto migliore alle marche più commerciali.

 

Gelati a marchio COOP

Potrei fare un salto alla COOP, e vedere se lì si trova qualcosa di accettabile per quanto riguarda i gelati.

Ma in sostanza si ripete sempre lo stesso schema di ingredienti (olio di cocco, destrosio, gomma di guar), per poi trovare delle varianti interessanti come quella della farina di lupino , che secondo il typebase viene valutato come alimento “sconosciuto”.

 

E i ghiaccioli?

Potremmo analizzare altre marche, e vedere che lo schema non si rompe. Quando si sceglie un gelato vegano, si va verso l’utilizzo di ingredienti come l’olio di cocco, il destrosio, il mais, la gomma di guar che praticamente è immancabile. Quindi non resta che dire che i gelati vegani sono sostanzialmente fatti così.

Allora uno potrebbe pensare di orientarsi sui gusti alla frutta, o più semplicemente verso i ghiaccioli.

Tecnicamente i gusti alla frutta potrebbero essere fatti con solo acqua e frutta, senza l’aggiunta di altri ingredienti.

Ma su questo campo dobbiamo stare attenti perché l’industria alimentare è molto fantasiosa e propone sempre cose ragionate, di cui poi uno si dovrebbe chiedere il perché.

La Neslé propone ad esempio una specie di calippo chiamato “pirulo”. Quella che segue è la lista degli ingredienti del gusto a base di cola:

Acqua, sciroppo di glucosio, zucchero, succo di limone da concentrato, stabilizzanti (glicerolo , gomma di guar, farina di semi di carrube, alghe euchema trasformate), colorante caramello, aromi naturali, acidificante acido citrico, sale.

 

In questa lista degli ingredienti, ne salta all’occhio uno insolito nel nome: le “alghe euchema trasformate”. Probabilmente questo ingrediente è la carragenina , che come già capito in precedenza, è una di quelle gomme vegetali che esaltano il potere delle lectine provenienti da altri alimenti.

 

Latte di soia

 

Latte di soia Valsoia

Analiziamo gli ingredienti di tre modelli:

Soya morbido: Acqua, semi di soia (6,8%), zucchero di canna, fosfato di calcio, aromi, sale marino, stabilizzante: gomma di gellano, vitamine Riboflavina (B2)-B12-D2.

Soya classico: Acqua, semi di soia (6,8%), olio di girasole, zucchero di canna, fosfato di calcio, aromi, sale marino, stabilizzante: gomma di gellano, vitamine Riboflavina (B2)-B12-D2.

Soya light: Acqua, semi di soia (4,7%), zucchero di canna, fibra vegetale (inulina 0,55%), fosfato di calcio, sale marino, stabilizzante: gomma di gellano, aromi, vitamine: Riboflavina (B2,)-B12-D2.

 

Valutiamo prima gli ingredienti presenti nei tre modelli proposti:

Semi di soia, zucchero di canna, fosfato di calcio E341, aromi, sale marino, gomma di gellano E418, vitamine (B2,)-B12-D2.

 

Il fosfato di calcio, sembra essere inserito con la funzione di «integrare» una maggiore quantità di calcio nell’alimento, anche se Peter D’Adamo indica in un articolo , quali sono i tipi di calcio meglio assimilabili, e il fosfato non è tra questi.

La funzione di indicare sull’etichetta del prodotto diciture come «ricco di calcio», è meramente commerciale.

Lo zucchero di canna, non è la scelta migliore come dolcificante.

La gomma di gellano potrebbe non essere un buon sostituto della gomma di guar (non ho al momento altre indicazioni).

Le vitamine sono indicate semplicemente come B2, B12, D2, ma non se ne conosce la sintesi, (e dobbiamo considerare l’ipotesi che queste non siano facilmente assimilabili), sembra siano usate per dare al latte di soia, un contenuto vitaminico similare a quello del latte vaccino.

 

Ci sono poi degli ingredienti per differenziare i diversi tipi di latte di soia come l’olio di girasole (soya classico) che sappiamo non essere compatibile con tutti i gruppi sanguigni (il gruppo A lo tollera bene).

Mentre l’inulina (soya light) viene sfruttata come elemento indigeribile, ma che serve a riempire, a sostituire la bassa percentuale di soia utilizzata nella versione “light”.

 

In buona sostanza il latte valsoia vuole emulare alcune caratteristiche del latte vaccino. Essendo che oggi il latte di soia è diventato di moda, questo viene usato per preparare cappuccini. Forse la presenza di gomma di gellano, è funzionale a produrre maggiore schiuma?

 

Latte di soia Provamel

Presentiamo due modelli che ho archiviato in PDF, perché sembra ci siano delle variazioni nel sito di tanto in tanto, e per ogni tipo di paese.

Soya Calcium: acqua, fagioli di soia decorticati (9,8%), concentrato di mela, alghe: Lithothamnium calcareum (0,4%), sale marino.

Senza Zucchero: acqua, fagioli di soia decorticati (9,8%).

 
La Provamel vince sicuramente il premio per il miglior latte di soia. Da notare che nel modello con calcio addizionato, questa volta troviamo il Lithothamnium calcareum, utilizzato anche negli integratori di Peter D’Adamo Phytocal e ClearCal . Questo fatto potrebbe anche non voler dir nulla, e se abbiamo dei dubbi, possiamo semplicemente adoperare la versione senza zucchero (evitando in questo modo il succo di mela), che finalmente contiene l’ingrediente tanto desiderato, in forma più sostanziosa: la soia.

 

Latte di soia Alpro

Il latte di soia Alpro dovrebbe considerarsi una marca di maggiore qualità rispetto alla Valsoia. Ma sostanzialmente andiamo a ricalcare la struttura dei modelli Valsoia con qualche variante.

Soia senza zucchero :acqua, semi di SOIA decorticati (8,7%), correttori di acidità (fosfato dipotassico, fosfato monopotassico), carbonato di calcio, aromi, sale marino, stabilizzante (gomma di gellano), vitamine (riboflavina (B2), B12, D2).

Soia Bio : acqua, fagioli di SOIA decorticati* (8%), zucchero di canna grezzo*, sale marino.

Soia Original :acqua, semi di soia decorticati (5,9%), zucchero, fosfato tricalcico, correttore di acidità (fosfato monopotassico), sale marino, aroma, stabilizzante (gomma di gellano), vitamine (riboflavina (B2), B12, D2).
 

Tra le tre varianti prese in analisi, l’unica passabile potrebbe essere quella “bio” che però contiene zucchero di canna. Non so indicare se la presenza dei fosfati negli altri due modelli sia un fatto di per se negativo, ma dato che il modello “bio” è in sostanza quello meno complesso, io mi limiterei al massimo a quel tipo, nel caso fosse utilizzato saltuariamente per un cappuccino al bar.

 

Quindi?

Se volete un latte di soia limitatevi a consumare quello della Provamel senza zucchero. Naturalmente le possibilità che lo troviate al bar sono una su dieci miliardi.

 

Tofu, Tempeh e Seitan

Sono alimenti diversi, benché le persone che approcciano ad una dieta vegana, li associano insieme come fonti di proteine «essenziali».

Sicuramente il tofu è importante per le persone di gruppo A, dove il seitan invece è un alimento da evitare per tutti i gruppi sanguigni.

Il seitan è un concentrato di glutine di frumento. Probabilmente i produttori di alimenti senza glutine, sfruttano il glutine separato per preparare il seitan. Di questo modo riescono a guadagnare più volte partendo da un singolo ingrediente contenente glutine.

Non ha alcun senso secondo me separare il glutine dai cereali, per prepararne un concentrato, dato che chi segue la dieta dei gruppi sanguigni sa che le proteine non sono tutte uguali, e in particolare il glutine è una delle fonti peggiori.

Il tempeh subisce un processo di fermentazione durante la preparazione, attraverso l’aceto. E anche se viene usato l’aceto l’alimento risulta benefico per i gruppi A e AB.

Non andrò quindi ad analizzare il seitan, perché l’esperienza personale mi ha fatto capire che è meglio evitare questo alimento. Sul typebase di D’Adamo non ci sono indicazioni chiare, in quanto il nome “seitan” non è presente direttamente, ma ho trovato un articolo interessante riguardo il glutine scritto da Peter D’Adamo.

Piero Mozzi invece sconsiglia il seitan, non solo per una questione alimentare ma anche per una questione di spreco che risulta essere contronatura.

 

Tofu

Andrò ad analizzare qualche tipologia di tofu presente sul mercato.

Natura Nuova, Bio tofu 2x180 grammi (esselunga): Acqua, Soia 45%

Natura Nuova, Bio tofu 2x180 grammi (natura nuova): Acqua, soia 29%

Tofu vellutato Kinugoshi Taifun  (NaturaSÌ): Acqua, soia* 21%, coagulante: cloruro di magnesio.
 

Di base il tofu bianco presenta poche sorprese in quanto viene preparato con pochi ingredienti. Alcuni indicano che nella preparzione del tofu è presente il cloruro di magnesio o il nigari (che è sostanzialmente cloruro di magnesio), che in realtà dovrebbe essere presente in qualsiasi tipo di tofu. Forse è un ingrediente che alcuni omettono di indicare per varie ragioni.

Se invece il tofu è preparato sottolio, e con alcuni ingredienti aggiunti per dargli particolare sapore, può darsi che non sia più facilmente digeribile.

Meglio acquistare tofu bianco e condirlo a casa con le verdure adatte per il proprio gruppo sanguigno.

Da notare al momento dell’acquisto del tofu, è che più questo è “duro” più ha un’alta concentrazione di soia.

Commercialmente il tofu vellutato è quello più “acquoso”, ma è anche quello con il sapore più delicato.

Tendenzialmente il tofu vellutato, a prescindere dalla marca acquistata, è quello più costoso rispetto rispetto alla quantità di soia presente in percentuale.

Quindi per una questione economica uno tende a comprare il tofu più “solido”, dove in realtà quello vellutato che praticamente è una crema, non viene comprato da chi vuole spendere di meno.

Notare anche come la marca Natura Nuova, propone due versioni dello stesso peso, una più concentrata da vendere all’esselunga; un’altra più morbida da vendere nei negozi specializzati per prodotti naturali.

In sostanza il tofu viene commercializzato con il principio opposto a quello del latte di soia: più è vellutato, morbido, e meno concentrato, più il prezzo per quantità di proteine è alto.

 

Tempeh

Il tempeh è un alimento contenente vitamina B12, e quindi considerato nelle diete vegane un alimento sostitutivo della carne. Va detto però che è un alimento ottimale per il gruppo A, ma non per tutti i gruppi sanguigni  come tutto ciò che proviene dalla soia.

A prescindere dal produttore/distributore normalmente gli ingredienti sono: soia 57%, acqua, aceto di mele, micelio di fermentazione (rhizopus oligosporus).

 

Tamari, salsa di soia, miso

Quella che commercialmente viene individuata come salsa di soia, ha vari tipi di preparazione. Bisogna controllare l’etichetta e verificare che non ci siano ingredienti a base di frumento.

Il tamari  dovrebbe presentarsi come una preparazione a base di soia senza frumento.

Il miso si trova in commercio in tre varianti: miso di riso, miso di orzo, miso di soia. Secondo il typebase di D’Adamo non ci sono differenze indicative per i tre tipi di miso .

Vediamo quindi alcuni prodotti per fare un confronto.

Salsa di soia (Kikkoman)  : acqua, soia, frumento, sale.

Tamari (Probios)  : acqua, fagioli di soia, sale marino, alcool (naturalmente formato durante la fermentazione).

Miso di orzo (Probios)  : orzo 41,5%, fagioli di soia 41,5%, sale marino, koji (Aspergillus oryzae).

Miso di riso (Probios)  : riso 41,5%, fagioli di soia 41,5%, sale marino, koji (Aspergillus oryzae).

Miso di soia (Fior di Loto)  : Soja 52%, acqua, sale marino, kosen (farina d’orzo tostata)

Hatcho miso bio (La Finestra sul Cielo)  : Soia (64,6%), acqua, sale marino, farina di orzo, koji (Aspergillus oryzae).

 

Chi frequenta negozi di prodotti biologici, avrà sicuramente visto più volte questi marchi, ma non avrà avuto modo di confrontarli, si fa confusione e il negoziante il più delle volte non saprà darvi una risposta.

Per la salsa di soia dovete fare attenzione a prendere quella senza frumento. E per quanto riguarda il miso potete osservare come le varianti si assomigliano tra di loro. In sostanza non esiste un miso di soia «puro» ma tendenzialmente un miso di soia/riso, o un miso di soia/orzo.

Ma esisterà un miso di soia puro? Oppure l’orzo fa parte del processo di fermentazione?

 

Spaghetti di soia, riso, e quant’altro

Bisognerebbe ragionare sul fatto che tutto ciò che non è pasta di frumento, e viene fatto con altri cereali o legumi, costa di più, e se uno va a controllare il prezzo del prodotto in semi con quello delle farine e dei vari tipi di pasta, dovrebbe dare un occhio al prezzo.

Inoltre comprare una pasta in cui c’è scritto semplicemente “pasta di farro”, non indica la percentuale di glutine, e non indica la tipologia di farro, dalla quale si può dedurre se un alimento è ricco o povero di glutine. Ma la risposta a questa domanda dovrebbe essere spontanea: tutto ciò che è più povero di glutine tende a sfaldarsi di più, e quindi comprare una pasta senza glutine può significare tante cose, perché laddove ci sia la carenza di una proteina che serve a dare determinate proprietà ai prodotti alimentari, bisogna vedere come vengono preparati i prodotti senza glutine, e con quali ingredienti, e se le varie tipologie di pasta messe in commercio tendano a scuocersi facilmente o a scollarsi.

È chiaro che se una persona compra la pasta, a prescindere di cosa sia fatta, vuole che questa tenga durante la cottura.

Un blog di ricette sui gruppi sanguigni suggerisce di denaturare le farine di legumi  , per preparare varie tipologie di pasta. Ecco come ci accorgiamo, che non basta semplicemente leggere gli ingredienti, laddove poi i prodotti venduti possono contenere vari tipi di frumento, vari tipi di cereali, o vari tipi di legumi, alle volte mischiati insieme. E quindi le diciture tipo «vegan» o «senza glutine» non sono necessariamente indice di qualità del prodotto.

Non mi sento di suggerire quale tipo di pasta sia il migliore, anche perché personalmente per motivi economici preferisco i legumi messi a mollo e poi fatti cuocere per molto tempo in una legumiera in terracotta.

 

 

Ma facciamo un confronto tra i tipi di pasta che il consumatore salutista solitamente mette nel carrello, e i relativi prodotti non lavorati. Dove possibile metterò il prezzo rilevato al momento della stesura di questo scritto.

 

Prodotti a base di farro

Prendiamo ad esempio una serie di prodotti della marca Fior di Loto, marca di tutto rispetto, ma che però non da indicazioni precise sulla tipologia di farro usato. (I valori nutrizionali se non indicati in percentuale si intendono su 100 grammi)

Spaghetti di farro bio : Farina di farro bio, acqua. (€3,70)

Grassi 2 g
di cui acidi grassi saturi 0,5 g

Carboidrati 72 g
di cui zuccheri 3,2 g

Fibre 3 g

Proteine 11 g

Sale 0 g

 

Spaghetti di farro integrali bio : Farina integrale di farro bio. (3,19)

Grassi 3 g
di cui acidi grassi saturi 0.8 g

Carboidrati 58.3 g
di cui zuccheri 3.8 g

Fibre 10.8 g

Proteine 13.3 g

Sodio 0.003 g

 

Farina di farro bianca bio: Farina di farro bianca bio. (€4,99)

Proteine 14,5 g

Carboidrati 73,9 g
di cui zuccheri 4.32 g

Grassi 1,6 g
di cui acidi grassi saturi 0.3 g

Fibre 3.25 g

 

 Farina integrale di farro bio: Farina integrale di farro bio. (€ 2,99)

Proteine 15.5 g

Carboidrati 63.3 g
di cui zuccheri 0.4 g

Grassi 2 g
di cui acidi grassi saturi 0.4 g

Fibre 7 g

 

Farro decorticato bio: Farro decorticato (Triticum spelta) bio. (€ 2,80)

Proteine 15,1 g

Carboidrati 67,1 g

Grassi 2,5 g
 

 

Le indicazioni riportate sono tratte dal sito. Possiamo vedere che negli esempi riportati solo una volta viene indicata la tipologia di farro (Triticum spelta). Per la pasta di farro, sia integrale che bianca, possiamo forse dedurre la tipologia di farro dal rapporto proteine/carboidrati. Però questo rapporto potrebbe essere falsato dal fatto che la pasta è stata fatta sì di «solo farro», ma di qualità diverse miscelate tra di loro.

Per gli amanti della dieta dei gruppi sanguigni è importate sapere il contenuto di glutine degli alimenti, e per quanto riguarda il tipo di farro bisogna sapere se si tratta di Triticum monococcum (quello con meno glutine), il più comune Triticum dicoccum o il Triticum spelta.

Non tutti i venditori indicano con quale tipologia di farro è fatta la loro pasta. Prendendo un esempio contrario, la marca La terra e il cielo, indica che la loro pasta è fatta 100% con farro Triticum dicoccum. Il che vuol dire che non è il farro con minor quantitativo di glutine (ma almeno uno lo sa).

Vediamo però, che molti che seguono il dottor Mozzi, stanno virando verso la pasta a base di legumi, perché alla fine i cereali, anche i più poveri di glutine, hanno sempre per l’appunto: il glutine. Mentre i legumi possono dare un apporto di proteine in più, che non guasta, e inoltre sono comunque fonte di carboidrati, per chi vuole che la propria dieta non sia nettamente chetogenica.

 

Lenticchie e pasta di lenticchie

Prendiamo ad esempio varie marche di lenticchie e pasta di lenticchie.

Esselunga Bio, lenticchie biologici 400 g - peso netto sgocc.240 (€ 0,64 )

Lenticchie secche reidratate , Acqua , Sale

Carboidrati 12,7 g

Fibre 4,9 g

Proteine 7,0 g

Sale 0,7 g

 

Esselunga Bio, lenticchie rosse 500 g (€ 2,65)

Grassi 1,9 g

Carboidrati 46,0 g

Fibre 13,6 g

Proteine 24,5 g

 

Felicia, Linea Legumi Fusilli di farina di lenticchie rosse biologiche 250 g (€2,99)

Farina di Lenticchie Rosse Bio

Grassi 1,7 g

Carboidrati 50 g

Fibre 7,6 g

Proteine 26 g

 

Fusilli di lenticchie rosse Fior di Loto 250 g(€ 2,99)

Farina di lenticchie rosse

Grassi 2,2 g

Carboidrati 48,4 g

Fibre 10,8 g

Proteine 25 g

 

Farina di lenticchie rosse Fior di Loto 400 g(€ 4,10)

Farina di lenticchie rosse

Grassi 0,3 g

Carboidrati 54 g

Fibre 13,8 g

Proteine 25,8 g
 

Come vedete i prodotti preparati a base di lenticchie costano circa il doppio del prodotto secco da mettere in ammollo e cuocere.

Sicuramente la pasta a base di lenticchie, è una buona alternativa alla pasta di grano, e secondo me è un prodotto da mettere nel carrello della spesa, per quando non si ha voglia di mettere a mollo i legumi, per poi cucinarli a fuoco lento per ore.

Fate attenzione ai prodotti che visivamente richiamano il colore rosso delle lenticchie, ma sono preparati con aggiunta di farine come quella di riso.

Tuttavia le lenticchie sono un alimento predisposto solo per alcuni gruppi sanguigni come il gruppo A.

 

L’aggancio visivo con il colore rosso fa pensare che la pasta sia uguale a quella di legumi. Ma secondo le linee guida del dottor Mozzi, le combinazioni cereali con legumi non sono le migliori.

 

Per venire incontro alle esigenze di tutti proviamo a valutare altri legumi.

 

Cannellini e pasta di cannellini

Porterò come ad esempio un solo tipo di pasta di cannellini, dato che questo prodotto per il momento è di nicchia. I cannellini però sono compatibili per tutti i gruppi sanguigni, e per questo mi sembra opportuno segnalarli.

Pasta 100% cannellini bio 250 g € 3,00)

Farina di fagioli cannellini.

 

Esselunga, fagioli cannellini (pronti in acqua) 3x380 (230 sgocc.) (€1,56)

Fagioli cannellini, Acqua, Sale, Zucchero, acido ascorbico

 

Colfiorito, fagioli cannellini 400 g (€ 2,69)

Grassi 0,9g

Carboidrati 60,3g

Fibre 15,2g

Proteine 23,4g
 

Come vedete la pasta costa molto di più dei fagioli sfusi da mettere a mollo.

Ci sarebbero altri varianti di pasta con i legumi come quella a base di ceci e di piselli. Questi prodotti però, non gravitano attorno all’area salutista vegana, ma a quella dei prodotti per celiaci. E giusto per dare una notizia in più, verificate se avete diritto a una specie di carta per acquistare questo tipo di prodotti, attraverso il sistema sanitario nazionale, facendo richiesta eventualmente al medico curante (dovete farvi certificare come celiaci, però non so in che modo).

 

Crocchette, e preparati a base vegetale

Solitamente nei negozi specializzati per la vendita di prodotti naturali, troverete una miriade di prodotti nel banco frigo, dall’aspetto molto invitanti, ma sicuramente molto cari, e che richiedono alle volte dei procedimenti di cottura che rendono il cibo molto pesante da digerire.

Oramai se avete letto tutto il post, avrete capito che i prodotti promossi dal marketing salutista vegano non soddisfano pienamente l'esigenza di chi segue la dieta del gruppo sanguigno. Anzi molte volte, oltre a spendere molti più soldi, ci si allontana dall’obbiettivo che si voleva raggiungere.

Oltretutto, anche un vegano troverebbe più conveniente comprare i legumi e le verdure sfuse, spendendo decisamente di meno.

Sappiamo però, se crediamo nel percorso della dieta dei gruppi sanguigni, che i legumi sono importanti, ma anche le proteine da carne e pesce sono essenziali (ma questo non è l’argomento di questo post).

 

Gallette di riso e mais

Un ultima nota su questi prodotti che molti cercano per evitare gli alimenti a base di glutine. I dottor mozzi li sconsiglia perché il processo che serve a far scoppiare il chicco di riso altera le qualità alimentari del prodotto. Poi sappiamo che il mais non è compatibile con tutti i gruppi sanguigni, e inoltre aggiungo io: le gallette costano veramente tanto, e a questo punto chi ce lo fa fare?

 

Conclusioni

Fare la dieta dei gruppi sanguigni significa anche cambiare la propria economia, il modo di gestire i pasti. Se avete i soldi da spendere comprate anche prodotti di maggiore qualità, stando attenti agli abusi che si fanno adoperando marchi ed etichette che riportano diciture come: 100% italiano, solo vegetale, vegan ok, senza glutine, con più proteine vegetali (cioè con più glutine), con più calcio, più vitamine, etc.

Alla fine l’esperienza vi porterà a concludere, che se non avete pretese particolari, vi orienterete su carni di allevamento non intensivo che qualitativamente si porrebbero tra gli allevamenti peggiori come quelli dei polli in gabbia, e quelli biologici all’aperto. Mentre per il pesce vi orienterete per qualità che escludono quelli da allevamento in vasca che sono eccessivamente di cattiva qualità.

Le uova dovrebbero andare bene quelle con il numerino stampato sul guscio “2”, che sono quelle di galline allevate “a terra”.

 

Nel campo dei marchi c’è stato un abuso di qualificazioni che dicono tutto o niente.

Sarete voi a dover provare ciascuno prodotto, e a valutare il rapporto qualità prezzo, anche in base alle vostre tasche.

 

Una cosa è certa, la dieta del gruppo sanguigno se fatta bene fa risparmiare un sacco di soldi. Ci vuole convinzione però, lasciando il marketing salutista da parte, e capendo in proprio cosa è meglio per se stessi.

 

Note

Zucchero e saccarosio: quello che noi chiamiamo semplicemente zucchero, è un prodotto alimentare derivato dalla barbabietola da zucchero. Il cosiddetto zucchero di canna invece, appartiene alla famiglia delle graminacee, così come spiega il dottor Mozzi in questo video.

Nel typebase di Peter D’Adamo quale è indicato dei due tipi?

Negli Stati Uniti ciò che viene chiamato saccarosio viene estratto in buona sostanza dalla canna da zucchero, perché lì si produce principalmente quella.

Da quello che ho capito nel typebase di D’Adamo, viene indicato come zucchero comune, quello derivante dalla canna da zucchero.

Le discrepanze che uno potrebbe notare tra ciò che dice D’Adamo e ciò che dice Mozzi, potrebbero essere derivate dal fatto che in Italia lo zucchero comune è quello di Barbabietola, mentre negli stati uniti, quello comune è quello di canna. Di conseguenza, il saccarosio ricavato dalla canna da zucchero, viene considerato grossomodo un alimento da evitare per tutti i gruppi sanguigni.

Questa spiegazione dovrebbe togliere dubbi su eventuali discrepanze che uno dovrebbe riscontrare confrontando le varie informazioni. Eventuali commenti a riguardo sono ben accetti.

 

Sciroppo di glucosio: lo sciroppo di glucosio è un preparato alimentare che può contenere elementi come il destrosio.

Molte etichette non riportano la composizione dello sciroppo di glucosio, e quindi viene difficile capire come questo sia classificabile. Sappiamo già per certo come riportato in altra parte di questo post, che il destrosio è sostanzialmente da evitare (a parte forse il gruppo A, ma non sempre).

Potrebbe esistere una forma di sciroppo di glucosio consentito per la dieta dei gruppi sanguigni? Molto probabilmente non esiste nell’ambito dell’industria alimentare un qualcosa del genere.

 

Mono- e digliceridi degli acidi grassi E471; esteri di saccarosio degli acidi grassi E473: Quando leggiamo le etichette qualcuno si sarà chiesto mille volte che cosa siano queste sigle come E471, o E473.

Queste sigle generalmente sono emulsionanti, che servono a tenere insieme ingredienti come olio e sostanze acquose, che naturalmente tenderebbero a rimanere separate.

Ma cosa comporta l’aggiunta di questi ingredienti per la dieta dei gruppi sanguigni?

Non ci sono indicazioni esatte, almeno per il momento. Ma viene precisato più volte da Peter D’Adamo, che gli alimenti talvolta si comportano in modo diverso se associati ad altri componenti; o se trasformati come nel caso dei derivati del latte. Essendo poi che questi emulsionanti possono essere derivanti (anche nella stessa sigla) sia da lavorazione animale, che vegetale, mi viene difficile stabilire se questi possano agire negativamente o positivamente sulla digestione.

Ci vorrebbe un capitolo a parte sugli additivi alimentari a questo proposito.

 

Alginato di sodio E401: è un estratto dalle pareti cellulari di alcune alghe, che dovrebbero rientrare nel typebase di Peter D’Adamo , come alimenti sostanzialmente accettati da tutti i gruppi sanguigni, e particolarmente benefiche per il gruppo Zero.

L’alginato di sodio, è utilizzato come ingrediente nell’integratore Deflect per il gruppo Zero, e sembra essere un ingrediente importante per alcune caratteristiche. Leggiamo una traduzione tratta da questa pagina:

Alginato di sodio

Lega le lectine nel tratto digestivo e ne impedisce l'assorbimento. Prodotto polisaccaridico naturale estratto da alghe brune che crescono nelle regioni fredde del mare, le sue proprietà leganti derivano dalla sua solubilità in acqua sia fredda che calda agitata fortemente, che lo rendono un addensante e legante.

 

Non ho indicazioni precise invece sugli effetti sugli altri gruppi sanguigni, ma sembra che questo ingrediente (E401) non risulti essere da evitare per nessun gruppo sanguigno.

 

La gomma di gellano, è un ingrediente che è stato inserito di recente, in molte marche di latte di soia. Probabilmente come addensante, cioè per creare quella sensazione di corposità, sopratutto da quando il latte di soia viene sempre più usato per fare cappuccini con schiuma.

Il problema è che non ho indicazioni chiare provenienti dai siti di Peter D’adamo, anche se ho trovato una specie di database, interpretabile se si possiedono delle basi scientifiche.

Secondo quando riportato su altri siti, la gomma di gellano è ottenuta dalla fermentazione di un componente tramite un batterio. Non so classificare al momento, questo ingrediente. Ma a naso lo mettere tra quelli da evitare per tutti i gruppi sanguigni.

La questione merita sicuramente un approfondimento, dato che questo ingrediente è molto diffuso oggi.

 

Inulina.

Utilizzata sostanzialmente negli integratori Polyflorapreparati da Peter D’Adamo, che contengono diversi tipi di cicoria e tuberi, contenenti per l’appunto inulina. Peter D’Adamo ha condiviso un articolo a riguardo su questo tipo di prebiotico.

C’è anche qualcosa di indicativo su un sito dedicato alle ricette basate sui gruppi sanguigni.

 

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