Demografia nella società patriarcale maschile.

Interpretazione (non a cazzo) delle statistiche demografiche.

Dal sito tuttitalia.it apprendo che nel 2002 gli scapoloni tra i 35 e i 39 anni erano 1.061.468 mentre nel 2017 sono 1.625.946. Con una popolazione che aumenta di poco (poche nascite, popolazione sempre più longeva), si nota che ci sono oggi più di un milione di persone che non metteranno probabilmente su famiglia, e se lo faranno magari sarà per convivenza e non per generare prole.

Potete analizzare tutte le statistiche e scoprire che i matrimoni diminuiscono, e i finti giovani quarantenni o con più anni aumentano (e se non trovate più il link al sito tuttitalia.it, scaricate questo archivio di riserva). Persone che probabilmente convivono con i genitori, o con altri eterni studenti, e eterni sognatori della possibilità di inventarsi qualcosa di nuovo per lavorare, per poi scoprire che in realtà la loro idea non è che la fotocopia di un modello economico liberista, dove non ci sono grandi novità all’orizzonte riguardo il mondo del lavoro.

 

Possiamo pensare che il calo demografico sia dovuto a vari fattori come l’economia, ma io sottolineerei anche che è una questione socioculturale, e che nessuno vuole sposarsi in un sistema che tra il divorzio quasi sempre a carico del ex-marito; un sistema sempre più invadente che vuole mettere le mani sui bambini, sia per quanto riguarda l’educazione con i progetti cosiddetti alternativi, sia per quanto riguarda la salute introducendo l’obbligo vaccinale; tutte queste cose generano preoccupazione e l’abbandono dell’idea di mettere al mondo dei figli.

 

Pur non amando le citazioni, perché ciascuno dovrebbe ragionare in suo, e non pubblicare sui social frasi tipo «Se votare facesse qualche differenza non ce lo lascerebbero fare», accompagnate da foto con uomini dalla folta barba che danno l’idea di essere personaggi autorevoli, voglio citare Osho perché mi rispecchio in lui, e perché in un certo senso aveva intuito già addietro, cosa sarebbe accaduto.

Non potremmo annoverare Osho tra gli accademici forse, ma nulla di più azzeccato quando lui dice che:

 

L’omosessualità è un prodotto di un mondo maschile. E probabilmente l’omosessualità andrà crescendo sempre più, perfino Stati, governi e religioni inizieranno a raccomandarla. Nei prossimi cinquant’anni lo vedrete accadere. Allo stesso modo in cui i governi ora raccomandano il controllo delle nascite e l’aborto, in futuro lo faranno con l’omosessualità, perché la popolazione raggiungerà livelli tali che l’omosessualità rappresenterà un metodo per impedire la nascita di nuovi esseri umani. Prima o poi, ogni governo autorizzerà i matrimoni tra omosessuali, matrimoni tra due uomini o tra due donne. Accadrà.

Già ora ci sono molte più persone che diventano omosessuali.

Solo una società rilassata, in cui le cose funzionano bene, c’è cibo in abbondanza e non ci sono guerre, diventa eterosessuale. In caso contrario, quando c’è la guerra, uno stato conflittuale permanente, la società diventa patriarcale.

Ora anche nel mondo delle donne sta accadendo la stessa cosa, perché il movimento di liberazione delle donne è il primo movimento in cui le donne si trovano tra loro e creano gruppi di sole donne. Ora si sta diffondendo il lesbianismo. Se le donne si mettono insieme e contro gli uomini, dove metteranno il loro amore? L’uomo è il nemico: devono perciò amare le donne. Attualmente sia l’omosessualità che il lesbianismo sono in aumento: è una semplice constatazione.

[…]

Quando un uomo si innamora di una donna, impara qualcosa. Quando un uomo si innamora di un uomo non impara nulla. Quando una donna si innamora di un uomo, impara qualcosa, qualcosa di ignoto, qualcosa di opposto, qualcosa dell’altro.

[…]

Se ti interessa la crescita spirituale, procedi verso l’eterosessualità. Se non ne sei interessato, non c’è problema. Se vuoi crescere, se vuoi davvero scoprire il tuo essere più intimo, il tuo spazio interiore, allora l’eterosessualità ti potrà aiutare.

[…]

Osho | The Divine Melody

Testo integrale trascritto di questo discorso lo trovate qui, a pag 50

 

Si può dire che il tutto si sia avverato, che l’omosessualità in certi contesti oggi è addirittura considerata auspicabile per poter essere inserito in certe realtà sociali.

 

Quello che però voglio mettere in evidenza, è il fatto che già in senso demografico, ci siano dei problemi riguardo al rapporto numerico maschi/femmine.

Questo causa problemi che si vogliono ignorare, e di cui ci si rende conto solo in casi estremi come la Cina, dove l’aborto selettivo fa si che i maschi cinesi, abbiano non poche difficoltà a trovare una compagna.

 

Forse non tutti sanno che, quando si citano le statistiche per dire che ci sono più donne che uomini, non si tiene conto della loro età, e del fatto risaputo, ma volutamente ignorato, che a livello istintivo tutti gli uomini cercano donne tendenzialmente giovani.

 

Il problema aumenta visto che ogni anno ci sono più maschi che femmine nati (e sopravvissuti, aggiungo io per correttezza d’informazione). E non è che ci sono delle controtendenze del tipo, che in certe annate nascono più femmine.

Questa è la tendenza mondiale:

 

 

Ci si potrebbe ragionare, e dire che molti uomini si fanno preti, o praticano uno stile di vita omosessuale, o entrambi le cose. E questo darebbe la possibilità di non appartenere a quella parte del grafico approssimativo, ma concreto e rappresentativo di una problematica che molti sperano di risolvere in vari modi. Ma a peggiorare il quadro, va considerato che anche le donne potrebbero farsi suore, o diventare lesbiche, o diventare suore lesbiche, o tante altre cose.

 

Bisognerebbe innanzitutto pensare che se esiste una asimmetria tra il numero di maschi nati, e il numero delle femmine nate, potrebbe anche esistere una asimmetria tra la tendenza omosessuale negli uomini, e la tendenza omosessuale nelle donne. Questo è difficile saperlo. Perché statisticamente è difficile raccogliere i dati, su un qualcosa che alle volte si manifesta in modo netto, altre volte può essere una tendenza di cui non ci si rende nemmeno conto.

Per compensare la disparità alla nascita maschio/femmina, ci dovrebbero essere più maschi omosessuali, in modo da dare agli uomini interessati ad una vita relazionale di coppia uomo-donna, una maggiore possibilità di trovare una compagna.

Ma al di là di statiche che è difficile raccogliere, si nota che sono tendenzialmente le ragazze ad avere un rapporto “ravvicinato” con lo stesso sesso.

Quindi invece, il mondo omosessualista vuole sedurre le persone, promettendo un mondo di libertà assoluta, promiscuità, e quindi maggiori possibilità (si presume che esista un effetto moltiplicatore). Dove non si tiene conto del malessere che quel mondo produce. In certi contesti, verrebbe da pensare: quando la femmina vuole possedere un’altra femmina, cosa accadrà?

 

Sono in particolare le ragazze ad avere un approccio più “ravvicinato”.

 

Certe ragazze le vedi sempre con le amiche intorno come dighe, e sembra che passeranno il resto della loro vita così.

Per non parlare poi di quelle che passano il tempo a leggere libri, come segno di emancipazione femminile. Dove la donna diventa immagine estetica di un mondo loro, e solo loro, fatto di “pace”, “amore”, e intense letture di libri; ma dove in sostanza, quando le donne stanno solo con le donne, gli uomini cosa fanno? Non saranno molto felici immagino?

 

 

Il movimento femminista vuole portare avanti (a parole) istanze pacifiste. Ma in buona sostanza aumenta il conflitto uomo-donna. Non solo ci sono meno nascite femminili, ma esistono anche movimenti di stampo lesbico come quello separatista, che diminuiscono ancor di più, la possibilità per un uomo, di farcela. Sostanzialmente, volendo “abolire il patriarcato”, in realtà gli uomini vengono spinti ad essere più aggressivi, a pensare ad avere una posizione predominante rispetto agli altri; ad aumentare quindi la forza del patriarcato che teoricamente si voleva combattere.

 

Rapporto uomo-donna con una popolazione in costante aumento demografico.

Partendo da un sistema chiuso come una nazione con dei confini ben delimitati, immaginiamo di dover pensare ad un sistema dove la differenza tra sessi alla nascita venga compensata da un costante aumento demografico.

In questo modo, come peraltro accade spesso nella realtà, ci potrebbe essere la possibilità per tutti i maschi, di trovare una compagna di qualche anno più giovane.

Nulla di sconosciuto dunque, il maschio, dopo essere stato inserito in una “lista d’attesa” di uno o due anni, avrà la possibilità di trovare una compagna.

 

So che questo schema è semplicistico, ma serve al ragionamento. Qualcuno potrebbe citare casi opposti, ma salvo gli interessati alla candidatura all’Eliseo francese, le cose tendenzialmente vanno così.

 

Per agevolare tale ragionamento di cui sopra, segue il grafico:

 

 

Il grafico ovviamente è una rappresentazione di un ipotetico modello esatto, che non può esistere a meno che di non vivere in una di quelle società viste nei film di fantascienza, dove ti programmano la vita dalla nascita alla morte.

 

Semplicemente però, non si può negare che tendenzialmente le cose vanno bene quando c’è il boom demografico, e le generazioni si avvicinano. Ogni coppia di ventenni dovrebbe mettere al mondo tra i 2 e i 3 figli, e in questo modo la popolazione aumenterebbe costantemente.

 

E per l’appunto, il fatto che nascano più maschi che femmine, verrebbe compensato dalla nascita di altri esseri umani.

Purtroppo però, non si può aumentare la popolazione a dismisura. Può darsi che si debba invadere un altro territorio, scatenando una guerra.

 

Popolazione in decrescita durante le guerre.

È durante le grandi guerre, che è soprattutto la popolazione maschile a morire. Dipende anche dal tipo di guerra.

In una guerra convenzionale, sono quelli al fronte a morire di più, e quelli al fronte sono tendenzialmente maschi.

L’immagine qui sopra rappresenta una porzione della pagina 4. Il documento si chiama: MORTI E DISPERSI PER CAUSE BELLICHE NEGLI ANNI 1940-45 (Roma, 1957, ISTITUTO CENTRALE DI STATISTICA) (In caso di rottura del link troverete una copia qui)

 

Sono «numeri che si diminuiscono a vicenda», come direbbe Karl Kraus.

Dopo le guerre, rimangono a disposizione un maggior numero di femmine giovani, e questo compensa fortemente la maggior natalità maschile, rispetto a quella femminile.

E a questo punto possiamo pensare ad un modello che ciclicamente risolve la disparità numerica tra maschi e femmine, da periodi di espansione demografica, a periodi di guerre.

 

Purtroppo però, ci sono sempre più indizi, che con la promozione della parità tra i sessi, e con l’introduzione della possibilità per le donne di arruolarsi nelle forze armate, in caso di guerra, non solo si rischierà di morire, ma anche che al termine del conflitto, ci si ritrovi ugualmente senza donne.

 

Immagini propagandistiche per l’arruolamento nell’esercito (a SX quello italiano; a DX quello russo)

 

Sempre più eserciti nel mondo, usano l’immagine di una ragazza giovane per farsi pubblicità. Non ci si rende conto di aver sottratto da una società già in difficoltà per un tipo di disparità presente nella popolazione giovanile, le ragazze che avrebbero potuto dedicarsi a un altro tipo di vita.

 

All’estero però, ci sono più donne?

Come detto prima, c’è chi utilizzando la statistica, non vuole tenere conto dell’età, e di altri fattori probabilmente.

Non è raro trovare notizie di posti “paradisiaci” con “tantissime donne”. Si, di ottant’anni però.

È il caso ad esempio di alcune notizie di stampo giornalistico, che invitano gli uomini solitari di tutto il mondo ad andare lì, con notizie del tipo: I posti del mondo dove mancano uomini.

 

Immagine utilizzata in una galleria su Actualidad RT. Archivio PDF qui.

 

Un’invitante sfilata di ragazze giovani e fertili, con sotto un promettente dato statistico, quello dove si dice che in Russia per ogni donna, ci sono 0,86 uomini. Peccato che non si tenga conto che nella percentuale vengono inclusi tutti, quando invece bisognerebbe presentare un grafico come questo che segue:

 

Il grafico è estrapolato da qui, ed è stato manipolato al fine di mettere in evidenza che la differenza di età conta. (in caso di rottura del link lo troverete qui)

 

Come vedete, al di là di immagini promettenti, è chiaro ed evidente, che se si volesse colmare la differenza di popolazione in base al sesso, non è possibile andare a prendere le donne da un altra parte.

So che questi discorsi oggi passano per maschilisti, sessisti, ...isti.

Ma cosa dovrebbero fare tutti quei maschi che si trovano nella zona “rossa”?

 

Si potrebbe fare un esempio diverso per l’Ucraina o quello che ne rimarrà, dopo che la guerra avrà fatto il suo corso. Adesso è forse troppo presto per avere statistiche (anche se qui ho trovato un sito, in lingua ucraina, che parrebbe confermare la tendenza ad avere più nascite maschili che femminili, se uno ne capisse l’idioma). Sarà una guerra convenzionale con morti prevalentemente maschili, oppure ci sarà un dato diverso?

 

In ogni caso, se volessimo colmare la mancanza di donne giovani con donne ucraine che si trasferirebbero in Italia, sempre in base ai soliti grafici, dovremmo considerare un altro problema: quello della vedovanza. Dove prevalentemente lo si intende un problema sopratutto per le donne.

 

Il grafico proveniente dal sito tuttitalia.it, dimostra come molte donne in tarda età si ritrovano ad essere sole. Per gli uomini invece, si fatica a trovare una compagna in età giovanile, e si nota dal grafico che le donne si sposano tendenzialmente prima. Si, ma con chi? Con uomini più grandi ovviamente.

 

La tendenza ad una maggiore mortalità in età adulta per gli uomini.

Nascere maschio, al di là di quello che dice una certa propaganda politicamente corretta, è un problema quanto nascere femmina.

Per i maschi esiste la sempre presente problematica perenne di trovare una compagna in un mondo dove le giovani sono certamente di numero inferiore (lo abbiamo visto prima), e dove oltretutto una mentalità femminista (ma in realtà maschilista), vuole che il corpo della donna giovane e in età fertile sia sempre “protetto” da eventuali uomini che la importunano.

Così che, come dice Osho, le donne stanno con le donne, e gli uomini… cazzi loro.

Per le donne invece, esiste il problema di un mondo di uomini sempre più in difficoltà nel trovare una compagna, dove non appena si palesa l’opportunità di essere in una posizione di forza, essi, gli uomini, ne approfittano. E non potrebbero fare altrimenti, perché l’alternativa in questo mondo competitivo sarebbe la rinuncia.

 

Nascono ad esempio cose impensabili fino a qualche anno fa, dove sul conosciutissimo sito couchsurfing.com, un gruppo di donne si organizza per evitare di essere ospitate da uomini con intenzioni che ovviamente sappiamo dove vanno a parare. È interessante analizzare (se ne avete voglia in inglese qui), di quanto impegno ci sia nel creare un ambiente “protettivo” per la donna, che poi a 40 anni si ritroverà sola. Non voglio essere cinico, ma è chiaro che se in una fascia fino ai 40 anni, si trovano poche donne a disposizione, dopo i 50 c’è una tendenza inversa. Ma c’è anche poco interesse degli uomini a cercare donne più grandi rispetto alla propria età. È inutile cercare l’eccezione perché non fa testo.

Nasce così il problema della vedovanza, delle donne che dopo una certa età rimangono sole, perché sostanzialmente gli uomini sposano donne più giovani e muoiono tendenzialmente prima. Il differenziale di età in certi casi si fa sentire.

 

Non solo, ma, oltre al numero di vedove, che è sempre nettamente più alto rispetto a quello di vedovi, esiste un sempre maggiore numero di nubili (zitelle, famose a capì…), che vivranno tutta la vita sostanzialmente da “single” (da sola con le “amiche”).

 

L’esistenza maschile, è probabilmente un esistenza infelice, dove si lotta tanto per avere una donna che stia al tuo fianco, e dove la corsa per il raggiungimento di questo obbiettivo, potrebbe essere forse la causa della maggiore mortalità maschile in età adulta?

 

Le cose peggiorano se compensando con il settore estero (ragazze dell’est), ci si ritroverà un giorno con tantissime donne sole, che rimarranno tali fino agli 80, 90 anni; fino a quando vivranno.

Gli uomini muoiono di fatica, le donne di solitudine.

 

La situazione in decrescita demografica.

Il quadro è dei peggiori, quando in una situazione dove le donne stanno con le donne, c’è anche un decremento demografico permanente.

Se prima si poteva essere messi in “lista di attesa”, oggi dobbiamo palesare una situazione dove l’unico modo per trovare una compagnia femminile, è quello di far venire gente da fuori. In parte oggi nell’Italia del 2018, questo sta avvenendo, solo che non arrivano tante donne, ma maschi africani giovani, che non avranno la possibilità di trovare una donna neanche a rapirla, e infatti il web (e non tanto la stampa), è pieno di notizie di questi africani che attirati qui con la promessa di un nuovo Eden, si ritrovano poi in 800 (tutti maschi) chiusi dentro un centro di accoglienza.

 

Lasciamo però perdere questo caso nostrano. Qui sto facendo un’analisi partendo da una società che vuole accentrare il potere. Ed è normale che in un modello così, non può esistere una soluzione semplice. Ci sarebbero sempre delle complicanze dovute alle esigenze inascoltate da parte di ogni individuo che non trova più spazio vitale, in un contesto dove tutto porta verso l’accentramento. Anche le grandi città ad esempio, cercano di attirare forza lavoro a basso costo, magari promettendo un mondo pieno di opportunità, dove però alle volte ci si scontra con una realtà diversa.

 

Ragazze durante una giornata di orientamento al lavoro.

 

L’uso dell’immagine della ragazza giovane, è sempre utilizzato a tal scopo. Perché in fin dei conti, è vero che interessa ad un pubblico maschile, ma è anche vero, che laddove si spostano alcuni individui, poi si vorranno spostare tutti gli altri. Le grandi città si riempiono di “giovani” in cerca di lavoro, mentre le piccole realtà si svuotano.

 

Ci potrebbe essere un’altra soluzione a questi problemi, ma bisognerebbe vivere in un contesto diverso da quello attuale. Ci vuole un modello, che permetta aumenti o decrementi demografici in modo pacifico.

 

Come potrebbe essere con un modello familiare meno rigido?

Il sessantotto ci ha proposto modelli ispirati alla massime libertà sociali, sessuali, dove però il risultato è stata la creazione di una generazione di persone poi dimostratesi a tutti gli effetti, più desiderose di accentrare il potere, e in buona sostanza si sono trasformate in sostenitrici di una classe dominante, che usa il politicamente corretto come forma di controllo economico e sociale assoluta.

Questo modello è semplicemente seducente, e fa leva sull’ego individuale, creando così un sistema difficile da scardinare, perché sono le persone comuni ad esserne assuefatte.

 

Ciò che fa leva sull’ego, funzionerà fino a quando non saranno gli individui stessi a fare un percorso coscienziale, per capire dentro se stessi, cosa c’è che non va, e che in fin dei conti fa parte della società che tanto critichiamo pubblicamente.

 

Quando le strutture verticali diminuiranno di altezza, e tutti saremo maggiormente responsabili di noi stessi, si potrebbe pensare ad un modello dove non esiste più la famiglia in senso stretto, ma semplicemente l’unione uomo-donna dove questi, pur tenendo rispetto al proprio tetto coniugale, per garantire un ambiente familiare ai nuovi nati, possono responsabilmente avere altre relazioni, in modo da compensare il dislivello demografico.

Dove le nuove coppie, saranno formate tendenzialmente da coetanei giovani, che verso i vent’anni metteranno al mondo 2 o 3 figli, per mantenere tendenzialmente la popolazione stabile.

Se alcune donne rimarranno sole in tarda età, potranno sempre contare sui vari “amici”, piccoli amori extraconiugali, ancora in vita, che sicuramente avranno un bel ricordo di loro.

 

Questo credo, oggi, sia una possibile soluzione al problema.

D’altronde, non si può pensare ad un modello che esclude delle persone dalla possibilità di essere inclusi, dove poi si pensa di risolvere il problema dicendo che ci sono più donne altrove, più possibilità di lavoro e di successo, mentre invece la situazione sta andando all’esatto opposto.

 

Non sto promuovendo un modello libertino, di stampo sessantottino. Ma non si può neanche pensare ad un modello rigido, perché chi ne resterà escluso, poi non ne vorrà più sapere nulla, e non accetterà di esserne inserito tardivamente. L’unico modo per compensare i problemi dovuti alla maggior nascita di persone di sesso maschile, è una certa flessibilità responsabile.

 

Ci vorrebbe un modello di società rilassata, dove tutti i genitori possono essere genitori anche dei figli degli altri in caso di necessità. Un modello che non accentra la popolazione nelle grandi città, e dove non c’è bisogno di allontanarsi dal paese di nascita, per frequentare ambienti più giovanili. Tutto questi problemi, sono solo la distorsione di un modello sbagliato che non ti dà la possibilità di immaginare.

 

 

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