Caro Paolo Barnard ti scrivo…

Sono passati quasi due anni da quando nel novembre 2011 ti ho visto per la prima volta a Matrix, mentre tu vicino al tuo amico Claudio gridavi al golpe finanziario. Molta gente si è sentita nell'obbligo morale di venire al primo summit sulla MMT (o MEMMT se ti piace di più). Molta gente sicuramente sarà stata precettata per venire lì, a farsi la propria sparata in pubblico, e questo è avvenuto sia al primo summit sia al secondo.

Ma sicuramente c'è stata una buona quantità di gente che è venuta con la voglia di fare qualcosa di utile e di capire; sicuramente una minoranza, ma anche un centinaio di persone sarebbero state tante.

Ma con il tempo i vari conflitti interni hanno allontanato le persone desiderose di conoscenza. E così il clima che si era creato nel primo summit è svanito nel nulla.

 

Ti rendo conto di una cosa: a mio avviso l'esperienza della formazione è stata uno dei momenti più utili e anche più belli. Il resto serve a poco.

La conoscenza e la consapevolezza di cosa sia l'economia, ti porta a comprendere che l'economia è fatta di ciò che facciamo realmente. Quindi se nell'area Barnard & CO. ci sono 1000 persone, e 980 discutono di PB cosa fa durante il giorno, che ha detto, e con chi se la fa; e poi ci sono 20 persone che studicchiano... ne risulterà che il carico di quelle 20 persone è gravato da i restanti 980 che parlano di “Barnard SI, Barnand NO”.

Ma che mi frega a me di “Barnard SI, Barnand NO”? Probabilmente alcune persone spingono queste discussioni, perché fa comodo a loro. Ma tu come ti sei difeso?

 

Se tu credi veramente che la “cultura della visibilità” sia una cosa sbagliata, e se credi veramente che bisogna studiare e “sporcarsi le mani”, allora la persona che intraprende lo studio, deve avere degli strumenti di rapporto con chi ha inventato la materia in questione.

Questo perché ciascuno di noi capisce e si esprime diversamente, e nel momento in cui uno ha un dubbio, ha bisogno di comunicare agli economisti attraverso il suo linguaggio, quale dubbio ha, e bisogna che ci siano gli strumenti adatti. E non ha bisogno di persone che lo facciano al posto loro, perché quelle persone a loro volta distorcerebbero il significato della richiesta o domanda posta all'economista.

 

Come fare dunque?

Io di proposte ne ho fatte più di una, e sono sempre stato preso per il culo. Perché? Avevi detto di non fare la solita parrocchia, non te lo ricordi?

Oppure mi rimandi ai gruppi territoriali, dove però tu dici di esserne fuori, ma allo stesso tempo sei dentro perché se un gruppo territoriale organizza una cosa, tu gli dai retta.

 

Poi...

1) il primo summit hai detto “fate delle domande scritte su un foglietto”, e poi ad un certo punto hai cambiato idea e hai detto al pubblico di venire in fila davanti al microfono. E chi si era preparato la domanda scritta per bene sul foglietto, è stronzo?

2) il secondo summit di Rimini, non c'era la gente che doveva gestire le file per le domande.... (poi t'hanno mandato il grillino coatto che per l'occasione s'era fatto un tatuaggio da poco, ancora fresco, per far vedere che era molto coatto).

3) A Siena il gruppo territoriale di cui faccio parte, organizza una mega introduzione di quasi un ora, e tu che di solito dici:«sfruttiamo al massimo queste occasioni», stavolta non hai battuto ciglio (oppure io non ti ho visto farlo). E le domande? Ho dovuto discutere per poterle fare io, perché si era deciso (ma chi??) che le domande dovevano essere raggruppate perché senno non c'era tempo...(?!?!)

 

Ma come mai si cade sempre sul problema delle domande da porre agli economisti? In fondo dovrebbe essere una delle attività più tutelate!

 

No! la grande idea di PB e Paola Musu, è stata quella di presentare una denuncia contro il gruppo Bilderberg. Ma non era meglio fare una denuncia contro entità extraterrestri? Avrebbe avuto lo stesso senso.

 

Alla fine quello che serve è la conoscenza, e l'essere formati su una materia quale l'economia di Mosler, ma anche il sapere di Parguez per quanto riguarda la storia europea, insieme al contributo anche di persone come Mattew Forstater, che sicuramente fa bene avere una prospettiva in più, invece di una in meno.

E come vogliamo fare per raggiungere questo obbiettivo?

 

No, anzi la domanda è: ma tu che obbiettivo vuoi raggiungere?

 

Perché è inutile che ci pigliamo per il culo. Io so, che se tu domani dici a Mosler, Parguez, Forstarter, e anche altri, di aprire uno spazio unico (e non 10 pagine FB, 9 forum diversi, 8 mailing list, etc.), dove la gente iscritta alle associazioni nel reale, possa avere un account per uno spazio di discussione sui temi economici, sui miti da sfatare (decrescita, signoraggio, monete locali), sul funzionamento corretto delle banche e le attività delle imprese (come funzionano realmente, e come dovrebbero funzionare), se tu dici questo, nell'arco di una settimana si sistemano le cose e si fa. Che ci vuole?

Poi se qualcuno ti obbliga a non farlo è un altro conto...

ma a questo punto che fare? Non è che ci si possa affidare ai capetti, che decidono loro cosa è giusto dire e in che modo.

 

E quindi se tu credi che la democrazia sia una cosa giusta, non si dovrebbe fare in modo da distribuire la conoscenza a più persone possibili, invece di averne solo alcune che se la tirano d'intendersela?

 

Mi è stato prospettato più volte, che sarebbe giusto che chi viene formato deve anche ricambiare facendo incontri sul territorio. “Non è che uno si tiene la conoscenza per se...”

Poi però è venuta fuori una strana storia, dove ci sarebbero delle persone gradite e persone che invece stando al parere degli “esperti” non sarebbero pronte alla divulgazione (e che quindi come ti contraccambio?). In questo modo, parlo per MEMMT Toscana ma immagino che la situazione altrove non sia poi diversa, ci saranno delle persone che guadagneranno una visibilità, e altre che rimarranno sommerse. Dico questo anche, perché è già capitato con la storia di “Lista Si”, che l'attività è stata per un po' deviata sulla promozione di questa lista, e quindi io credo che non ci debbano essere capetti, perché io personalmente un domani, non voglio sostenere nessuno che sta sempre lì a fare bella figura (il fighetto di turno).

 

A venire in soccorso, all'esigenza, di formare persone che contribuiscono (e non vagabondi di passaggio), si potrebbe attuare un sistema come quello che Mattew Forstarter ha applicato nella sua università. Magari si potrebbe fare che uno accede alla conoscenza, dopo aver svolto delle mansioni utili alle attività che si stanno svolgendo. Sarebbe facile. Basta che uno fa determinate attività e partecipa, allora ha la possibilità di discutere di economia in un ambiente virtuale ed ordinato. Senza doversi poi accalcare in file, con dei tempi massimi da rispettare.

Perché non fare questa cosa?

 

La risposta è semplice: per un motivo che non si capisce bene all'esterno, non si vuole fare questa cosa. Però poi la gente è “clickattivista” e c'è “la colla”. Tutte cose con cui sono d'accordo con te, che però poi si cade nella contraddizione di essere “la colla”.

Come si fa a smuovere questa situazione, dove io mi ricordo perfettamente che ho discusso più e più volte sullo stesso problema, e più e più volte mi è stato detto praticamente, che questa cosa non si può fare, ed è sbagliato anche chiederla.

 

Dove può essere la democrazia, se poi non comincia dalla base?

 

Punto cruciale: L'atteggiamento tecnocrate delle persone che gravitano attorno a questa cosa della MEMMT.

Ma come si fa a dire in pubblico durante le conferenze, che ci sono delle élite non elette da nessuno che non rispettano il volere del popolo, e poi dopo le stesse persone diventano i capi indiscussi di ogni cosa, partecipano a riunioni dove le cose le decidono prima per tutti e poi vengono formalmente approvate? Mi sembra una cazzata no?

 

Infiltrati, cospirazioni & varie ed eventuali.

Tu hai detto che hai ricevuto delle informazioni da personaggi dell'opus dei, che probabilmente a mio avviso sono già in qualche gruppo territoriale a rompere le palle. Ma perché non dici che ti hanno detto e non mandi tutti affanculo?? Così nessuno ti viene più a dire delle cose in cui tu ti senti poi coinvolto.

E scusa... perché te l'hanno date queste informazioni, non era meglio che se le tenevano loro? No, perché così ti tengono per le palle!

 

E sarebbe bene capire come fluisce il denaro e dove va a finire, e perché. Visto che siamo in argomento economia.

 

Se tu stai facendo questo, perché vuoi un domani migliore, devi capire che il domani è già qui, e quello che si farà oggi influenzerà direttamente quello che accadrà domani.

 

Una persona del gruppo territoriale mi ha detto che però oggi noi non siamo in una situazione favorevole, e che intanto dobbiamo affrontare le necessità di oggi.

Sono d'accordo, ma questo non significa che bisogna mancare di rispetto alle persone e fottersene della democrazia interna al movimento, perché ci sono i tecnocrati (cattivi), e quindi bisogna fare le cose in fretta perché non c'è tempo.

 

Che differenza c'è se il presidente del gruppo territoriale MEMMT si comporta allo stesso modo, di un Mario Monti, o di un Mario Draghi? Che dopo c'è la piena occupazione? Ma bisogna anche vedere se esistono le libertà individuali, e il benessere.

 

Già ti vedo mentre rispondi a questa domanda, magari facendo finta di rispondere ad un altra persona, mentre dici:«la MEMMT non è la soluzione ai problemi del mondo, ma intanto facciamo questo». Si però c'è il fatto che, anche se non puoi salvare l'Africa dalla tastiera del tuo PC, intanto comincia a mettere quei principi all'interno dell'attività della MEMMT, così almeno un domani che una delle persone che viene formata su questa materia venga eletta, abbia anche un senso di rispetto degli altri, che non può maturare in un ambiente dove la gente si pugnala alle spalle.

Quello che ho visto finora nelle varie fazioni MEMMT, “si Barnard”, “no Barnard”, “al fianco”, “di lato”, non mi rappresenta, e non credo che in un ambiente così possa nascere una classe dirigente del futuro.

 

Io quello che vorrei è che domani entrando in un solo forum, un solo spazio ufficializzato, potessi discutere insieme a tutti i realmente interessati, e porre domande importanti agli economisti. La proposta io l'ho già fatta in modi diversi, e nessuno mi ha mai dato ascolto. E non è che io veda delle proposte migliori da parte di qualcuno.

 

Ovviamente sono conscio del fatto che le varie fazioni in campo, hanno paura che si diffonda una sapere comune a tutti, che faccia capire che l'economia vista sotto certi aspetti è una scienza sociale, e che in realtà le divisioni non esistono, ma esistono solo percorsi diversi che uno ha bisogno di fare.

Solo che nell'ignoranza alcuni pensano “si alla MEMMT” ma “si anche allo Scec”, e “pure al SIMEC”. Se magari si fosse dedicato più tempo allo studio, si sarebbe capito perché non funzionano certi tipi di economie, e si sarebbe andati oltre. Comprendo ad esempio, e di questo ne sono certo, che la decrescita da un punto di vista finanziario non è attuabile, perché tende a dar valore alle rendite, oltre ad innescare una serie di meccanismi che portano alla deflazione. Mentre invece se il decrescista sapesse che si può davvero decrescere consumando di meno da un punto di vista fisico, ma spendendo di più da un punto di vista finanziario, verrebbero meno tutti i presupposti – tra l'altro elitari – dove la crescita economica è insostenibile. Si potrebbero smontare tutti i presupposti elitari, con cui fregano la gente, dicendo che il denaro è cattivo, mentre invece il progetto Venus è OK. Dove non si capisce come funziona l'iniziativa privata nell'impresa, dato che in un economia delle risorse (controllate da chi?), dove esistono metri di misura per regolare le attività private?

 

Potremmo discutere di questo, dato che nel web girano spesso queste cose, e c'è la necessità di capire anche perché alcune persone vogliono un economia delle risorse, perché se si vuole che la gente segua la MEMMT, occorre fargli capire che con questa possono avere ugualmente delle cose belle.

Quando si potrà fare tutto ciò?

 

LISTA LIRA.

L'idea è buona: coloro che hanno capito come funziona la MEMMT, si possono candidare attraverso questa lista transpartitica. Il problema è come uno ha la possibilità di accedere alla conoscenza, e come si capisce che queste persone abbiano una buona conoscenza della materia, e che sappiano agire bene di fronte ad ogni problematica del campo.

Appunto per questo chi si prepara sulla MEMMT in generale, e chi si voglia poi anche candidare, si prepari in un clima di accrescimento culturale, e non conflittuale.

 

Questo credo che sia corretto, che ogni persona che voglia far parte della lista LIRA, sia prima ben formata, e non che venga gente dal nulla che poi si chiede di sostenerla senza neanche conoscerla (perché non c'è tempo...).

 

Io sono cosciente del fatto che la MEMMT vada diffusa culturalmente, e non sotto forma di slogan, che poi così come ti portano gente, te la tolgono. Hai visto che al secondo summit sono venuti la metà?

 

Perché si interferisce sempre sulla conoscenza? Perché così ci sono quelli che non sanno nulla, che devono dire sempre di si con la testa, e quelli che invece “sanno” a cui però nessuno può contestare nulla.

Magari tu scrivi la stessa cosa sul tuo sito (sulla scuola ad esempio), e però non capisci che la stessa cosa la sto dicendo a te.

 

Io sono convinto invece che nel momento in cui la conoscenza verrà diffusa, diminuirà fortemente la difficoltà con la quale, i prossimi attivisti apprenderanno la MEMMT. Questo perché chi ha studiato prima saprà già quali sono gli ostacoli frequenti all'apprendimento, e avendoli superati, quelli che verranno dopo troveranno un clima favorevole allo studio. Una volta poi demoliti i miti di cui siamo bombardati, sarà più facile far capire ad una fascia sempre più ampia.

Tutto sta, nel partire.

 

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