Il nevrotico “genitore”.

Tratto da “Alla ricerca delle coccole perdute”, di Giulio Cesare Giacobbe.

Il nevrotico “genitore”
 

[…]
Lucio è gentile, premuroso (a parole), persino ossequioso e adulatore, proclama il proprio amore e la propria amicizia con tutti ma si circonda di una corte di persone pronte a correre ad un suo cenno, ad un suo richiamo che suona come una manifestazione d'affetto da parte sua, di fedeltà, d'amore, ma che in realtà è un appello alla loro premurosa, assoluta, inderogabile dedizione.

E guai se vengono meno.

Giulio è stato invitato da Lucio ad un doppio di tennis con parole dolci, suadenti:«Tu sei il mio migliore amico, tu devi venire a giocare con me; senza di te, non gioco».

Il giorno prima dell'incontro, Giulio ha un “colpo della strega”.¹

Telefona a Lucio e gli dice che è costretto a letto e impossibilitato a partecipare all'incontro di tennis.

Lucio, che è rimasto senza compagno e quindi spiazzato, gli dà stizzito “dell'inaffidabile”.

E non lo chiama mai più a giocare un doppio.

Anzi non lo chiama più per niente.

Nemmeno per sapere se è guarito o se è morto.

Lo ha cancellato dalla sua vita.

Ha altri cortigiani più “affidabili”, di cui servirsi.
 

  1. Noto inconveniente in cui il soggetto rimane piegato in due per diversi giorni con forti dolori ai muscoli lombari dovuti a crampi derivanti dal freddo o da sforzo prolungato. Ma in questo caso si potrebbe chiamare “colpo del mago”, perché gli rivela la vera personalità “dell'amico”.

***
 

Franca è dura, severa, rigida.

Guarda tutti con lo sguardo torvo, giudicante e accusatorio.

Non ride mai.

Sopratutto non scherza, mai.

E guarda con riprovazione quelli che lo fanno.

Sembra vedere sempre negli altri un difetto, un errore, una colpa, un delitto.

E li guarda con disapprovazione, con disgusto, con disprezzo.

È l'impersonificazione del dio del vecchio testamento; il giudice giustiziere.

Non ha pietà per nessuno.

Soltanto con se stessa è indulgente, approvante, esaltante.

Solo lei è giusta, corretta, onesta, leale.

Solo lei è perfetta.

Solo lei, nessun altro.

Il contenuto ricorrente della sua comunicazione con gli altri è la disapprovazione, il disprezzo, il rimprovero, l'accusa.

E non soltanto a parole.

Lo trasmette anche e soprattutto con gli occhi, con le mani, con la postura del corpo.

Ha sempre le spalle all'indietro, il busto rigido, il mento puntato verso l'alto e alza sempre le sopracciglia in tono accusatorio.

È un genitore punitivo.

 

Il genitore punitivo non è sano, è nevrotico.

La personalità genitoriale frutto dell'evoluzione psicologica naturale e armonicamente presente nel complesso delle tre personalità naturali della persona psichicamente sana è sempre una personalità accecante, affettuosa e altruista.

È un genitore protettivo.
 

[...]
Infatti la corretta educazione è quella che porta il bambino a diventare capace di affrontare da solo tutte le difficoltà dell'ambiente, non quella che soddisfa i bisogni narcisistici, autoaffermativi, sadici, punitivi e repressivi del genitore.
 

[…]
Se un genitore è unicamente interessato a se stesso, se usa il suo ruolo superiore per alimentare il suo Io, se non dona con amore disinteressato ma soltanto per essere ringraziato, adulato, ossequiato e riconosciuto come autorità o come generoso donatore, è un genitore paternalista.

[…]

un genitore

sistematicamente punitivo

o sistematicamente autoritario

è un genitore nevrotico
 

Non è infatti l'autorità, che deve esercitare il genitore, la quale è sempre comunque una forma di violenza, ma l'autorevolezza, ossia il prestigio guadagnato con il proprio affetto disinteressato, con la propria saggezza e, soprattutto, il proprio esempio.
 

[…]
Il caso del genitore punitivo, poi, è il caso di nevrosi più nociva e pericolosa che ci sia, che tanti guasti e tante sofferenze ha provocato in milioni di esseri umani (vedi padri/padroni, mariti/padroni, sadici, carnefici, dittatori e quanti altri).
 

[…]
Alla lunga è anche più antipatico del nevrotico adulto e del nevrotico infantile.

Perché manca fondamentalmente di umiltà e di umanità.

Si sente un dio.

Invece è soltanto un povero diavolo.

E non fa neppure pena.

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