Moana Pozzi: un’altra storia.

Moana con gli occhi verdi

Moana Pozzi: un’altra storia

 

Di tanto si è parlato, e di tanto si parlerà della scomparsa prematura di Moana Pozzi. Molti la ricordano per i film “impegnativi”, ma io la ricordo per quel personaggio pubblico che osava rompere alcuni schemi borghesi, e per questo ho fatto un montaggio commemorativo in questo filmato: Moana Pozzi | Frammenti

 

Quello che lei prometteva quando si era candidata in politica, era un mondo in cui si lavorava poco, e si pensava al benessere estetico e fisico delle persone. Noi non dovevamo più vivere nel peccato – questo era il suo messaggio – in case buie e grigie.


«...battersi per tutto questo, è un nostro dovere, è un nostro diritto; ma facciamolo con amore»

 

Non speculerò sulla sua morte o sulle ipotesi sul fatto che sia ancora viva. A me interessa che esista una testimonianza di come poteva essere una donna. Che nel mondo di oggi diventa eterna bambina, e la si chiama sempre ragazza, e non donna, fino a quando i segni del tempo non evidenziano che i 40 anni sono arrivati, e ancora ci si trova “single” o “liberi ed indipendenti”.

 

Ma il malessere di oggi è ormai evidente, e forse, anche se il mondo della pornografia promette questa specie di iperlibertà sessuale che corrisponde a non averne nessuna, quello che lei voleva trasmettere era un’idea di rottura con la cultura patriarcale, ma senza perdersi nell’ormai odiato sessantottismo, fatto di gente di 50 e passa anni con i libri di tantra sulla libreria, e quell’apertura alle cose che vengono da fuori, senza però aver capito un cazzo di quello che ti sta davanti alla porta di casa.

 

Quindi io penso, che se da una parte si reclamano i diritti delle donne, dall’altra si nega invece a tutti una serena vita relazionale, e la possibilità di essere indipendenti.

Dove la pornografia svolge oramai un ruolo di controllo sociale, per una popolazione sempre più povera e impossibilitata a crearsi un qualsiasi progetto per il futuro.

Lei forse non aveva idea del futuro che stiamo vivendo adesso.

 

Questo momento, fatto dalla ricerca di una pornografia che cerca di andare sempre più in la, ha portato anche di riflesso, la ricerca di altri culti dove invece la donna è coperta da veli islamici di vario tipo.

Il paradosso quindi, è che ci troviamo donne che anche se si trovano in Italia, si convertono ad una religione che le opprime, mentre il marito è in camera da letto sul PC a guardare quelle cose che per il suo credo sono impossibili da trovare. E mentre le condanna pubblicamente, le statistiche di accesso ai siti porno dimostrano il contrario.

 

Detto questo, conservo due copie di “la filosofia di Moana” edite in due versioni differenti qui e qui. Le cui differenze sono forse dovute al fatto che diverse persone hanno voluto rieditare lo stesso libro in modo diverso.

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