Note d'interesse sulla dieta del gruppo sanguigno.

Il libro “L’alimentazione su misura” di Peter D’Adamo, con la frase del padre con il quale comincia il libro e la mia scelta di seguire questa dieta.

 

Esperienze personali (Gruppo A+), e confronto tra D’Adamo, Mozzi, Panfili, Bernardis.

Ho fatto questo video discorsivo, riguardo la dieta dei gruppi sanguigni. Questo che leggete, è un post riguardo il video, perché ho tirato in ballo molte cose, ed è opportuno fare un ipertesto con i giusti riferimenti, cercando di scrivere un sunto su quanto detto nel video.

 

Potrebbe essere che alcuni capiscano meglio il video, mentre altri quello che scrivo qui. Ma per chi ha visto il video, è quasi d’obbligo passare poi di qui. Anche perché il testo non è una semplice trascrizione, ma un qualcosa di complementare al video.

 

Suddivido questo post in punti, con tanto di ancore interne allo stesso per facilitare la navigazione (e andare eventualmente al punto che più vi interessa senza dover leggere tutto).

 

Consiglio di leggere eventualmente il testo senza aprire i collegamenti, che poi potranno essere aperti in una seconda lettura.

 

  1. Come ho cominciato a seguire la dieta del gruppo sanguigno.
  2. Problemi con il «fattore cortisolo» del gruppo A.
  3. Cappuccino e cornetto? Oppure salmone selvatico?
  4. Persone in Italia che sostengono la dieta del gruppo sanguigno.
  5. Un problema in comune di cui parlano tutti: la candida.
  6. La correlazione tra candida e cancro secondo Tullio Simoncini.
  7. La cura ESSIAC di Rene Caisse.
  8. Interpretazioni popolari della dieta sui gruppi sanguigni.
  9. Problemi relativi alla sanità pubblica e alla medicina ufficiale.

 

Come ho cominciato a seguire la dieta del gruppo sanguigno.

Nel 2002, stavo cercando in modo casuale un libro per fare una dieta da palestra. L’intento era perdere peso e in questo sono riuscito.

Il negoziante mi ha venduto “L’alimentazione su misura”, di Peter D’Adamo. Il primo libro che ho letto sulla dieta dei gruppi sanguigni.

All’inizio ero incredulo, ma la storia evolutiva sui gruppi sanguigni mi ha coinvolto emotivamente, e ho deciso di provare.

Il negozio dove ho comprato il libro era un fornitore di prodotti per la palestra come integratori, e abbigliamento sportivo, e neanche sapeva cosa ci fosse scritto in quel libro che mi aveva venduto.

Ma la lettura di quel testo mi ha cambiato la vita. Per alcune cose in meglio, per altre in peggio.

 


“L’alimentazione su misura”,
è la traduzione in italiano del libro
“Eat Right 4 Your Type”

_____________Ho seguito il consiglio di D’Adamo di togliere la carne rossa e i latticini. I risultati sono stati stupendi, anche se ogni tanto mangiavo qualche yogurt magro come alimento di quelli “consentiti”, ma con il tempo ho abbandonato tutti i prodotti derivanti da latte vaccino.

 

Quel periodo (era l’inizio del 2002) facevo molto sport, e questo mi aiutava a perdere peso. Ma ben presto, mi sono accorto che questo mi creava un disequilibrio, proprio per il fatto che lo stesso Peter D’Adamo consigliava alle persone di gruppo A, di limitare le attività sportive intense.

 

Problemi con il «fattore cortisolo» del gruppo A.

Il “fattore cortisolo” può essere un punto debole per le persone di gruppo A.

Quello che ho notato nel tempo, è che si può capire il gruppo sanguigno di una persona, semplicemente guardandola. Non sempre ci azzecco. Ma in particolare le persone di gruppo Zero (nel contesto industrializzato e con scarsa attività fisica), si riconosco per i problemi relativi alle dipendenze che riguardano la sensazione di piacere data dalla dopamina.

Tutti possono avere questo problema, ma nelle persone di gruppo A, a mio avviso è meno frequente, perché i sintomi di malessere arrivano prima a suonare il campanello d’allarme.

 

Il cortisolo è un ormone che ti aiuta ad adattarti all’ambiente circostante. Ma se il livello è troppo alto, questo ormone brucia le masse muscolari, e causa annebbiamenti celebrali diurni, e stati d’ansia.

 

Nella realtà, credo che il gruppo A, sia realmente il gruppo dell’agricoltore come dice D’Adamo che sostiene che noi abbiamo con il nostro DNA, un sistema che “ricorda” i nostri antenati. Il gruppo A si è evoluto quando l’uomo si è trasformato in agricoltore, e ha cominciato ad introdurre nella dieta ciò che coltivava.

Il sistema fisico del gruppo A, per come me lo sento io, che sono di questo gruppo, è un sistema che si trova bene a fare un lavoro che spende le energie gradualmente durante l’arco della giornata. Il cortisolo tendenzialmente alto (ma tenuto a bada) aiuta nei lavori di gruppo, laddove però siano tutti collaborativi, e tendenzialmente equilibrati. Mi immagino quindi, e mi immaginavo mentre leggevo sul libro di D’Adamo la storia dell’evoluzione umana secondo il gruppo sanguigno, che la persona di gruppo A, si trova meglio ad agire in un contesto in cui può programmare le sue attività. Che un tempo erano l’agricoltura con i suoi ritmi di lavoro scanditi dalle stagioni. Oggi dovrebbe essere qualcosa di diverso?

 

Mi rendo conto, che le persone di gruppo Zero hanno bisogno invece di una attività fisica intensa, per risolvere i loro problemi legati ad adrenalina e dopamina. Insomma, questo è quello che io vedo.

Nella teoria dei gruppi sanguigni, il gruppo Zero proviene dall’uomo più primitivo, il quale agiva in base all’istinto di caccia, e che si riuniva in clan, per cacciare le prede. Oggi, nel mondo industrializzato, l’attività fisica intensa è il modo di rientrare in armonia con il ricordo genetico dell’attività di caccia.

 

Invece, secondo anche quanto dice D’Adamo per l’appunto, le persone di gruppo A possono avere (e hanno) problemi con l’attività fisica intensa come la corsa, che alza fortemente i livelli di cortisolo.

 

La mia problematica era di doverlo spiegare questo problema all’interno di un ambiente militare, che è legato alla medicina ufficiale, la quale non considera il gruppo sanguigno, come un fattore importante, per capire che tipo di stile di vita uno deve seguire per stare meglio.

 

Da lì è cominciata la ricerca per trovare un medico, che attestasse che le teorie di Peter D’Adamo non sono invenzioni, ma sono attendibili, e quindi se ne dovrebbe tenere conto in qualsiasi ambito.

 

Alla fine non sono riuscito in questo intento, e in Italia, quando ho cominciato nel 2002, questa dieta la conoscevano in pochi, e per molto tempo non ho conosciuto nessuno che personalmente la seguisse.

 

Cappuccino e cornetto? Oppure salmone selvatico?

Roberto Andreoli | Trote eviscerate (Matite colorate su foglio bianco 42 x 29,7 cm)

 

Un altro problema che ho dovuto affrontare nel tempo, da quando ho cominciato a seguire la dieta basata sul gruppo sanguigno, è quello di natura sociale, in un contesto in cui dovevo condividere lo spazio con altre persone, le quali non capivano che cosa significasse quello che stavo facendo.

 

La dieta del gruppo sanguigno, quella fatta seriamente, prevede in fin dei conti che si viva al di fuori di contesti massivi, o circondati da familiari che non condividono la tua scelta.

 

Ho notato nel tempo che chi praticava la dieta difficilmente era un lavoratore dipendente, e quasi sempre aveva modo di seguire le sue scelte individuali.

 

Andando ad interpretare realmente la dieta basata sul gruppo sanguigno, questa ti porta tendenzialmente a mangiare proteine animali ad inizio giornata. La cosa ovviamente viene impossibile farla in contesti in cui ti senti osservato, e giudicato per il tuo comportamento.

Il problema si accentua molto, con le persone del sud Italia, abituate a seguire riti sociali che prevedono cappuccino, o caffè con cornetto la mattina (e guai se rifiuti).

Questo anche per ragioni legate al clima, perché laddove fa caldo non si sente la necessità forte di mangiare proteine animali, come quelle del salmone ad esempio, ad inizio giornata.

Nei paesi del nord, è più diffusa una colazione proteica; dove fa freddo se ne sente la necessità.

 

D’Adamo consiglia per il gruppo A, di mangiare più proteine al mattino; e nel contempo sconsiglia una colazione ricca di carboidrati. Ho potuto appurare che è meglio così, e che la soluzione migliore è orientarsi verso il pesce, come ad esempio salmone e merluzzo, i quali vanno bene per tutti i gruppi sanguigni.

 

 

Non so se da un punto di vista del metabolismo, tutti quanti sentano la necessità di mangiare proteine animali a inizio giornata. Io ho notato che per me è sempre stato così. Mi sono poi ricordato quando da piccolo mangiavo l’uovo sodo, sbucciato solo sopra, e con un po’ di sale, dove effettivamente avevo più energia. Poi non facevo caso che avrei dovuto fare di più così, e mi sono adeguato agli standard di latte, caffè, biscotti e cornetti.

Fino a quando non ho scoperto questa dieta.

 

In particolare si nota, come alcuni problemi siano sempre esistiti, e che ci si renda conto di questi solamente dopo che si è trovata una soluzione attraverso la dieta dei gruppi sanguigni.

 

Solamente quando verranno superate le abitudini sociali odierne la dieta sarà attuabile in ogni contesto.

 

Persone in Italia che sostengono la dieta del gruppo sanguigno.

Così nel tempo, mi sono fatto l’idea che dovessi cercare qualcuno come medico di base, che sostenesse la dieta dei gruppi sanguigni, con l’idea che il medico mi dovesse fare da avvocato piuttosto che da persona che si prendesse cura della mia salute.

Lo scopo del medico nella medicina d’oggi, diventa quello di difenderti dalla medicina ufficiale. La quale teorizza che non ci sono grandi differenze tra gruppi sanguigni, a meno che non si tratti di trasfusioni e trapianti.

La quale teorizza inoltre, che tutti dobbiamo fare un’alimentazione varia come quella della pubblicità dei Kellogg’s, che ci danno un sacco d’energia, e poi dopo bisogna fare tutti un po’ di sport, tutti allo stesso modo.

Purtroppo non è così, e non posso che citare l’esempio di Peter D’adamo di Adam e Oliver, i quali rispettivamente sono di gruppo A e di gruppo 0; dove praticando entrambi la stessa attività fisica, ottengono risultati diametralmente opposti (Questo esempio lo trovate nel libro: La salute su misura).

 

Alla fine mi sono reso conto che è molto complicato trovare un medico che ti protegga dalla medicina ufficiale dal punto di vista medico legale.

 

Sono poi uscito dall’esercito, che per me rappresentava solo un problema, dato che esiste una specie di obbligo a partecipare ad attività fisiche molto intense, dove le persone di gruppo Zero potrebbero trarne giovamento se alimentate adeguatamente. Per le persone di gruppo A, è solamente un dispendio di energie enormi, che può essere compensato parzialmente con integratori come il Cortiguard, e con lunghe sessioni yoga, che io al tempo praticavo.

 

Al tempo però che ero ancora dentro la realtà militare, nel 2007 credo, avevo conosciuto la dottoressa Maria Pia Scaffidi, la quale gestiva il sito grupposanguigno.com. Il sito serviva a distribuire i prodotti come appunto il Cortiguard, o altri tipi di integratori come il Deflect A - Lectin Blocker, che appunto oggi potete trovare in questo sito internazionale, il quale da indicazioni sui prodotti a livello mondiale. Il sito italiano invece (grupposanguigno.com), funzionava anche come divulgazione di buone pratiche da seguire in base al gruppo sanguigno. Poi non mi ricordo in che anno, il sito è stato chiuso.

Avevo aperto sempre nel 2007, un sito chiamato emodieta.it, dove pensavo di convogliare tutte le esperienze di chi si sarebbe interfacciato con quel sito.

 

Vivere secondo le proprie individualità, era lo slogan del sito emodieta.it.

Con l’idea dell’uomo che si è evoluto in diversi modi, e che costruisce nel futuro il proprio DNA.

 

Ogni tanto qualcuno utilizzava il modulo di contatto, e io rispondevo per quello che sapevo.

Una signora mi aveva chiesto consigli riguardo alla candida, e io ho contattato Maria Pia Scaffidi, la quale mi ha girato un documento su quali terapie seguire, secondo le indicazioni di Peter D’Adamo.

Questo della Candida Albicans, è un tema che accomuna tutti coloro che parlano di dieta dei gruppi sanguigni.

 

Ho anche trovato nello stesso periodo, un altro medico italiano, Adolfo Panfili, il quale una volta è andato da Vespa, e il risultato è stato che si sono messi in 5 contro uno, dando della dieta un’impressione sbagliata.

Mi sembra una persona preparata, la quale però segue degli schemi che si possono permettere di seguire solo persone benestanti. Almeno questa è l’idea che mi sono fatto.

 

Nel nord Italia con il tempo, è emerso il Dott. Piero Mozzi, che è molto legato all’aspetto del rapporto con l’uomo e la natura.

Mi sono reso conto con il tempo, che se esistono delle differenze apparenti tra D’Adamo e Mozzi, queste poi all’atto pratico scompaiono.

 

Jacque Charles Emile | Landscape with a Herd 1872

 

Mi piace molto il discorso di Mozzi, riguardo l’abbandono delle coltivazioni e allevamenti intensivi, che servono a coltivare cereali per le mucche da latte. Lui utilizza un sistema semplice che prevede l’allevamento di animali da pascolo, i quali poi forniscono le proteine ideali per gruppi sanguigni come Zero e B.

 

Ho poi trovato qualche anno fa, un altro dottore, Angelo Bernardis, che consiglia la dieta del gruppo sanguigno, e che propone in un video che è d’obbligo vedere: una cura per la candida intestinale.

 

Un problema in comune di cui parlano tutti: la candida.

Ho notato un fattore in comune tra tutti coloro che ho in un certo modo incontrato, che trattano di dieta dei gruppi sanguigni. Anche se tra di loro ci sono delle differenze dovute sicuramente all’ambiente sociale e familiare che frequentano, alla fine tutti concordano in un certo modo che esiste un problema che va affrontato: la candida.

 

Per essere più preciso rispetto a quanto scritto sopra, ho notato che Adolfo Panfili ha scritto un libro intitolato:

Candida, l'epidemia silenziosa: allergia del xx secolo?

 

Mi sono ripromesso di leggerlo un giorno o l’altro, per approfondire il suo punto di vista su questo problema.

 

Adolfo Panfili condivide alcune idee sulla dieta del gruppo sanguigno, ma il suo modello si basa principalmente sulla medicina ortomolecolare. In ogni caso tratta dell’argomento candida, in un libro specifico.

 

Per quanto riguarda il dottor Mozzi sul tema Candida Albicans ci sono varie testimonianze di guarigione, dopo aver eliminato l’eccesso di amidi e zuccheri.

 

Anche Peter D’adamo ne parla nei sui libri, e il problema viene citato nei suoi blog (archivio PDF qui).

 

Ho notato in seguito, pur non avendo fatto analisi mediche, che utilizzando la cura per la candida intestinale proposta da Angelo Bernardis, limitandomi però all’utilizzo di argilla verde e cloruro di magnesio, che la voglia di carboidrati, intesi come dolci, pizze, grandi quantità di cereali, diminuiva in modo sensibile.

 

E questo è quello che considero un buon risultato ottenuto sulla dieta. Una dieta che diventa un qualcosa di permanente e acquisito, e non una “dieta dell’estate”, fatta di sacrifici improponibili.

 

Perché solo argilla verde e cloruro di magnesio?

Perché costano poco. Bisogna però saperlo trovare al prezzo giusto, perché alcune farmacie lo vendono a prezzo d’oro. Io ho ordinato presso una farmacia, un chilo di cloruro di magnesio a 13 €. Non fatevi vendere confezioni da 100 grammi perché ve lo fanno pagare molto di più, solo perché ha l’aspetto di un prodotto “selezionato”.

Attenzione! Una volta aperto il cloruro di magnesio, mettetene una piccola quantità in un contenitore che possa essere chiuso ermeticamente, e il resto tenetelo in una busta per alimenti senza aria. Il cloruro di magnesio assorbe molto l’umidità e diventa un blocco rigido. Io lo continuo ad usare lo stesso ma bisogna grattare con un cucchiaio.

Anche l’argilla verde la potete trovare a poco. Se però andate nelle erboristerie e la comprate pure sfusa, ve la vendono a 10 volte tanto. Potete anche ordinarne qualche chilo via internet, che i prezzi sono decisamente più bassi.

 

Una nota a margine: esiste una differenza commerciale tra “Argilla Verde” e “Argilla Verde Ventilata”. La seconda costa di più, ed è quella che viene consigliata nel video sopra citato.

Non so che differenze obbiettive esistano, perché, al di la della dicitura “ventilata” confrontando entrami i prodotti della “Argital” presentano la stessa quantità di minerali e oligoelementi, indicati sulla confezione.

 

Comunque sia però, dopo aver provato con argilla verde ventilata, e cloruro di magnesio sentivo che il risultato non era sufficiente. E ho provato anche un’altra soluzione.

 

La correlazione tra candida e cancro secondo Simoncini.

Dato che sono uno che fa esperimenti con il gusto di provare laddove la scienza ufficiale non oserebbe mai, ho provato una terapia anticancro che ho visto nel documentario di Massimo Mazzucco: Cancro, le cure proibite.

 

Il film dovrebbe essere disponibile su luogocomune.net, o comunque sia facilmente ricercabile su internet.

 

Sono partito dal fatto che un medico presente in questo documentario, Tullio Simoncini, sostiene che il tumore si sviluppi come reazione alla eccessiva presenza del fungo Candida Albicans. Con la sua terapia oncologica a base di bicarbonato di sodio, riusciva a eliminare la presenza del fungo all’interno del corpo in modo localizzato con degli interventi chirurgici.

Dopo queste operazioni il cancro regrediva, e il paziente guariva.

 

Le macchie bianche che si vedono nella foto di un fegato, sono funghi, nello specifico: Candida Albicans

 

Il problema però, è che se le persone continuano a seguitare con lo stesso stile di vita che lo hanno portato alla malattia, il cancro continua a comparire.

Simoncini è stato accusato di essere un ciarlatano per le morti avvenute di alcuni suoi pazienti. Senza considerare quanti ne muoiano in realtà per la chemio, e senza considerare la condizione di quei pazienti che alle volte si presentavano da lui in fin di vita, con l’idea di tentare qualcosa di “ritenuto” impensabile.

 

Esiste anche il problema, che molti medici, mai si spingerebbero verso le deduzioni scritte in questo post, senza raccogliere dati e studi di vario genere. Nel campo medico, esiste sempre la paura di non “avere le prove”. E benché la ricerca scientifica è basata sulle prove “ripetibili”, io ritengo che bisogna anche fidarsi del proprio corpo e capire in proprio. Altrimenti saremo sottoposti alla medicina ufficiale, o meglio, alla politica che agisce attraverso una presunta ragion di scienza.

 

E allora…

Se, come dice Simoncini “il cancro è un fungo”; allora forse è possibile che un’altra cura per il cancro (non intesa come chemio ovviamente) curi dall’eccesso di candida?

 

La cura ESSIAC di Rene Caisse.

Nel documentario che vi invito a vedere per completo, viene raccontata la storia di Rene Caisse, un’infermiera canadese che curava le persone dal cancro con un semplice decotto di erbe.

 

Io ho provato a preparare una confezione di prodotto in due litri di acqua come indicato da questo sito qua, che propone una formula “originale”. Devo dire che ho trovato in giro chi vendeva una formula che anziché avere 4 erbe, ne aveva 7. Che secondo me non centrano molto quelle 3 erbe in più…

 

La confezione che ho usato io però, è della marca Dioniso (4 erbe), di cui le erbe provengono da vari stati (vedere indicazioni sul sito), mentre la formula “certificata” verrebbe solo dal Canada.

Ricercando notizie, sembra che ci siano problemi sul modo in cui i componenti del prodotto vengano trattati. Non mi dilungo, e siccome la formula “certificata” non l’ho ancora provata, lascio ad un altro momento, o ad un altra persona volenterosa di sperimentare, questa questione riguardo l’autenticità e la qualità del prodotto.

 

Comunque sia, ho preparato il prodotto della Dioniso, le cui confezioni contengono un preparato che pesa 52 grammi, mentre la formula “originale” venduta su essiacproducts.com propone confezioni da 42,5 grammi; seguendo le indicazioni proposte da quest’ultimo. Il prodotto è lo stesso con differenti qualità, ma di quantità simili.

 

Si devono ottenere alla fine della preparazione due litri di prodotto liquido da conservare in frigo e consumare in due settimane. Il decotto di ESSIAC, è un liquido denso scuro, che sembra essere quasi oleoso.

Io preferisco assumerlo la sera, qualche ora dopo cena.

 

L’effetto che si ottiene da questo decotto, è una ancora più radicata eliminazione della voglia di carboidrati, zuccheri, dolci, oltre ad una sensazione di maggior benessere.

 

Inoltre, ho notato che prima bevevo una gran quantità d’acqua, e facendo i percorsi “anti-candida” (argilla verde + cloruro di magnesio e ESSIAC), ho ridotto di molto il bisogno di bere liquidi. E poi quasi in contemporanea ho scoperto suggerire da Mozzi, che «bere tanta acqua», crea dei problemi.

 

Il vero risultato ottenuto sulla dieta del gruppo sanguigno, si ha quando si desidera mangiare nel modo indicato dalla dieta, senza più risentimenti rispetto allo schema alimentare del passato.

 

Quando ci si trova davanti ad un dolce, si pensa a quanto questo sia buono, ma allo stesso tempo quando ci si è disintossicati, il corpo comincia ad avere la sensazione anche di quanto un certo tipo di alimento dia fastidio.

Se prevale la sensazione di fastidio, rispetto al piacere che si otterrebbe mangiando un alimento che poi porterebbe problemi come certi dolci a base di farina di frumento e creme pasticcere a base di latte, allora si può dire che questo sia un buon inizio per cominciare realmente la dieta basata sui gruppi sanguigni.

 

Interpretazioni popolari della dieta sui gruppi sanguigni.

Purtroppo quando ci si approccia a questa dieta, si cerca di assecondare le abitudini precedenti alla dieta, con trucchi culinari, i quali però ti possono portare fuori strada.

Nel mondo che gravita attorno a questa dieta, ci sono persone che propongono ricette che assomigliano alla “lasagna di mamma”, per cercare di sedurre il pubblico abituato ai pranzi in famiglia.

Il problema però, è che non si centra il significato di una dieta, che a prescindere dal gruppo sanguino, come tra l’altro dice Mozzi, è basata su pesce, legumi, e semi oleosi, e una modesta quantità limitata di cereali e frutta.

 

C’è anche un secondo problema, di chi tenta di agire in deroga ai principi, mangiando cibi vegetariani che vanno di moda, dove si tende ad aggiungere nelle creme vegetali gomma di guar o di xanthan, che D’Adamo sconsiglia in quanto esaltano il potere delle lectine presenti nel cibo.

 

(A SX sangue non agglutinato, a DX sangue agglutinato)

Uno dei principi della dieta sui gruppi sanguigni, è quello di evitare cibi che creino il fenomeno di agglutinazione, che si presenta come risposta immunitaria al consumo di determinate lectine contenute negli alimenti. Dove la dieta dei gruppi sanguigni, indica che gli alimenti benefici per un gruppo, possono essere dannosi per un altro gruppo.

 

Si sta forse creando un mercato, dove le persone vorranno guadagnare, e pubblicizzarsi nel nome della dieta del dottor Mozzi.

 

Ma purtroppo non bastano i dolci compatibili per il gruppo sanguigno ad andare avanti.

Le persone che lavorano hanno bisogno di un apporto proteico anche da inizio giornata. Capite che presentare la dieta del gruppo sanguigno con dei dolci senza glutine, non serve a molto.

 

Bisognerebbe scardinare le abitudini sociali, e non confondersi con diete vegan che oramai sono accettate socialmente. Per questo discorso ci vuole coraggio, e aprire tavole calde che servano fin da inizio giornata anche piatti “salati”.

 

Un fotomontaggio spiritoso, con lo scopo di far immaginare un mondo dove al posto dei Mc Donald’s, ci siano dei fast food basati sulla dieta del gruppo sanguigno. L’avevo messa su un gruppo americano della dieta, e l’idea è piaciuta.

 

Problemi relativi alla sanità pubblica e alla medicina ufficiale.

Solamente quando sarà radicata socialmente, e le persone potranno scegliere se fare questa dieta del gruppo sanguigno oppure no, si potrà pensare a renderla istituzionale, e introdurla nelle mense, che dovranno avere a tutte le ore del giorno piatti basati su pesce, carne, legumi, semi oleosi, e i “non cereali” come la Quinoa. Il resto in realtà non serve, e può essere consumato in altri momenti.

 

Attualmente (che io sappia) non credo che esistano ospedali, e luoghi di lunga degenza che preparino i piatti seguendo i principi di D’Adamo o di Mozzi, e questo dovrebbe far riflettere le persone che hanno intrapreso questo percorso, e che hanno voglia di portarlo avanti, su: cosa accadrebbe se si venisse ricoverati?

 

Si potrebbe pensare che la dieta ci faccia vivere bene fino all’ultimo giorno della nostra vita. Questo è quello che spero anch’io.

Gli ospedali nel frattempo devono risolvere il problema della antibiotico resistenza, e siamo ben lontani da poter dire: io faccio la dieta del gruppo sanguigno. Senza suscitare nel personale sanitario quello sguardo bovino di chi non ha capito bene. Con l’aggravante che qualora avesse interpretato la dieta come una serie di ricette senza glutine da cuocere al forno, ti risponderebbe che il giovedì c’è la pasta senza glutine al pomodoro.

 

Sono convinto che non dobbiamo aspettarci nulla dalla classe medica. Io credo che se la dieta venisse correttamente seguita dagli individui e nelle famiglie, questa poi diventi legalmente “uso e consuetudine”.

 

Bisogna però non avere paura oggi, dei pareri discordanti del medico riguardo la dieta dei gruppi sanguigni.
 
 

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