MiniBOT e CCF: due proposte da considerare in un quadro più ampio.


In grande: la mia proposta del taglio dei MiniBOT da 20
In piccolo: le proposte scelte per i tagli da 10 e da 100

MiniBOT e CCF: due proposte da considerare in un quadro più ampio.
(Per una comprensione approfondita del testo, controllate i link)

 

Da tempo si sente parlare della proposta di Claudio Borghi Aquilini, riguardo l’emissione di MiniBOT, ossia BOT di piccolo taglio, accettati per il pagamento di tasse. Dove quest’ultimo fattore dovrebbe bastare per considerali validi a tutti gli effetti, e non soldi del monopoli.

 

Essendo poi essi utilizzabili immediatamente senza scadenza, nessuno li considererebbe con valore diverso dall’€uro, poiché il valore facciale di una banconota MiniBOT immediatamente spendibile non crea motivo di accettarlo ad un valore inferiore da parte di nessuno.

 

A questo punto gli attivisti reduci (dalle varie scissioni interne degli infiniti gruppi createsi da quel famoso primo summit) della Teoria Monetaria Moderna, si sono scagliati contro il povero Claudio, dicendo che se i MiniBOT venissero usati tutti insieme per pagare le tasse, contabilmente ci sarebbero dei problemi da risolvere. Mentre invece la proposta dei CCF, ossia i Certificati di Credito Fiscale (proposta di vari economisti tra cui principalmente Marco Cattaneo e Giovanni Zibordi), sarebbe più idonea, in quando utilizzabili per pagare le tasse dopo una scadenza, dove si creerebbe un mercato, che tratterrebbe i CCF in circolazione, per un periodo di 2 anni dopo il quale ci si aspetta che i conti pubblici siano migliorati grazie ad un maggior gettito fiscale ottenuto grazie all’uso dei CCF stessi.

 

Si creerebbe in sintesi un mercato, dove chi riceve i CCF, e non vuole aspettare la scadenza, può cederli a qualcun altro, che li acquisterà con uno sconto, che poi gli frutterà un risparmio sulle imposte future, al momento della scadenza (cioè al momento in cui questo viene utilizzato per il pagamento delle imposte).

 

Si è creata quindi una divisione tra chi promuove i CCF, come parziale recupero della sovranità monetaria, e chi invece preferisce la messa in circolazione dei MiniBOT, e questa sopratutto per gli amanti del contante cartaceo, che alcuni poteri in gioco vorrebbero abolire.

 

Mi sento di dire, che l’una e l’altra proposta dovrebbero unirsi, tenendo in considerazione i vari aspetti pratici qui sotto elencati:

 

  • I MiniBOT sono cartacei, e forniscono in caso di chiusura dei rubinetti, un mezzo di pagamento idoneo, e valido su tutto il territorio nazionale.

  • I MiniBOT sono pratici, per chi come le persone anziane, sono abituate a maneggiare contante, a ritirare la poca pensione presso le poste, e ad utilizzarla soprattutto presso mercati ortofrutticoli, e negozi sotto casa.

  • I MiniBOT, potrebbero per decreto, dopo una eventuale (e sperata) uscita dall’€uro, essere considerati valuta nazionale. In quanto essi essendo un debito pubblico italiano, e non un altra valuta, devono per forza essere considerati come valuta accettata legalmente sul territorio italiano dal momento dell’uscita dall’€uro.

    Ci sarebbe quindi già il contante circolante al momento dell’uscita.

  • I CCF hanno una scadenza a 2 anni, e questo da tempo di creare un effetto positivo sull’economia, e far si che al momento dell’utilizzo degli stessi per il pagamento delle imposte, il miglioramento del PIL, permetta un miglioramento dei conti, rispetto ai vincoli €uropei.

  • I CCF possono essere accettati come collaterale di prestiti da parte di banche, e questo crea de facto un meccanismo* per la creazione di un nuovo debito pubblico, quindi denaro nuovo, che non viene preso da ricchezza esistente.

 

*meccanismo criticato, perché è grazie ad esso che la finanza crea i soldi, ma in questo caso si tratterebbe di utilizzare lo stesso meccanismo, per pagare alla fine del processo meno interessi ai mercati finanziari. Poi quando si ritorna alla sovranità monetaria piena, sarà lo Stato ad emettere direttamente i soldi, senza necessariamente tassare, o raccogliere i risparmi tramite l’emissione di titoli di debito. Queste sono le intenzioni generali.

 

Quest’ultimo punto, è di fatto il punto di forza della proposta sui CCF, il quale vuole ricreare il consueto meccanismo di emissione monetaria, dove lo pseudo debito, viene rinnovato a scadenza con un debito di entità maggiore.

 

Tutte e due le proposte, sono state ideate per un uscita dall’€uro morbida, anziché utilizzare un modello di uscita secca, su quello proposto da Warren Mosler. Ossia: imporre le tasse in una nuova valuta, che per semplicità avrà un valore 1:1, facilitando quindi una continuità dei rapporti economici, e non obbligare nessuno ad un cambio forzoso degli euro nel proprio conto corrente. Semplicemente, lo Stato dovrebbe pagare tutto ciò che prima pagava in €uro, in una nuova valuta coniata da esso stesso.

 

Tutto questo problema nasce dal fatto che se fossimo tutti nel “Mondo Mosler”, non ci sarebbero tutte quelle serie di complicanze sociopolitiche, in cui un’uscita secca dall’€uro provocherebbe non pochi problemi.

 

Bisogna anche considerare, che c’è chi ancora non capisce perché ci sarà questo cambio 1:1, o perché non si faranno delle banconote da 1.936,27 lire in caso di uscita dall’euro.

 

Quindi, facendo un riassunto…

i sostenitori dei CCF dicono che i Minibot siccome non hanno scadenza, corrono il rischio di essere riconsegnati subito tramite il pagamento di imposte, multe, e altro.

Ma non considerano che questi, verrebbero assegnati, non in modo omogeneo, ma a coloro che principalmente vantano crediti nei confronti dello Stato. Poi i primi a ricevere questi MiniBOT saranno loro presumibilmente ad utilizzarli per comprare beni e servizi di vario tipo.

Quindi siccome essi sono utilizzabili per pagare le tasse, verrebbero accettati da altri, che presumibilmente prima di arrivare a utilizzarli per il pagamento di queste, aspetteranno un po’ tenendoli nel portafoglio, oppure continueranno a farli circolare.

 

I sostenitori dei CCF, immaginano invece un mondo di trader, che stanno sempre tutto il giorno davanti al PC, a vendere e comprare azioni, o in questo caso CCF.

Il problema sta nel fatto che molti italiani non hanno capito come funziona il sito dell’INPS, (probabilmente qualcuno non sa neanche che esiste) per il semplice motivo che chi soprattutto ha poco tempo, non ha voglia di capire nuovi sistemi, che ogni giorno richiedono sempre più impegno nel starci dietro.

 

Oppure qualcuno dorme in un garage, come ultimamente viene fuori in certi video che girano in rete.

La problematica dei CCF, è la modalità in cui essi andrebbero consegnati, se si decidesse di darli anche a pensionati, e a persone in difficoltà, che oggi significa anche non avere una residenza stabile e certa.

 

Secondo il mio parere, di persona che prima di conoscere la MMT, pensava che in banca ci si andasse solo per ritirare la carta bancomat, o per chiedere un fido, bisogna pensare a dividere la gestione dei MiniBOT e dei CCF, in dei settori differenti.

 

1) Per utenti poco esperti, che non passano tutto il giorno a controllare l’andamento dei titoli sullo smartphone, che riceveranno eventualmente questi MiniBOT, direttamente o indirettamente in mano. E dove a tutti sarà chiaro che questi possono essere utilizzati per pagare le tasse.

 

2) Per utenti più esperti, che magari gestisco imprese, i CCF con scadenza a due anni, sarebbero la cosa giusta, per far girare questo strumento che viene sostanzialmente utilizzato in forma elettronica, tra chi è abituato a varie peripezie nel campo del fisco, dove capire questa ulteriore cosa, che oltretutto andrebbe a loro vantaggio, non dovrebbe essere un problema.

 

3) Per rendere il tutto funzionale, si dovrebbe creare un mercato preferenziale (nonché forse unico) tra CCF e MiniBOT, dove con questi ultimi si dovrebbero poter acquistare i CCF in vendita sul mercato.

 

In questo modo, il cittadino che non intende di questi scambi, si ritroverà al massimo dei MiniBOT cartacei circolanti da poter utilizzare in vari modi. E forse senza neanche, per i possessori occasionali, con l’onere di doverli depositare in banca in qualche modo.

 

4) Quarto punto, per ripetere una delle cose più importanti, la possibilità per le banche di creare €uro, incamerando CCF.

Su questo punto, penso che ci debba essere la possibilità di avere qualche banca che lavori per i territori, che possa attuare questo meccanismo, per sostenere la spesa pubblica.

 

Si dovrebbe statalizzare qualche banca privata?

Non lo so, ma nel “Mondo Mosler”, ogni banca è sempre di fatto un istituto di diritto pubblico.

 

Ci vorrebbe chiaramente sempre la volontà politica di fare le cose, laddove il #SeNonCeLoFannoFaressismo dovrebbe lasciar posto invece al fatto che allora se la mettiamo in questi termini, non ci faranno fare niente; mentre la Francia ad esempio continua a fare come gli pare.

 

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