Gossip politico argentino: Cristina Kirchner e Macri.

Traduzione di: De “dichos” y gritos, de amenazas y la Corte, la CN, las instituciones. La realidad y la impunidad mediática.

Di Cristina Fernández de Kirchner

(Archivio PDF qui)

 

6 Dicembre 2015

Di cose dette, di minacce riguardo l'utilizzo della “Corte”, la Costituzione Nazionale, le istituzioni. La realtà e l'impunità mediatica.

 

Mentre tanto nella realtà quotidiana stanno accadendo cose prodotte da azioni e cose dette dal futuro governo che stanno influenzando e influenzeranno ancora di più la vita della gente.

 

Ieri durante l'inaugurazione presso, “Don Bosco”, Quilmes, provincia di Buenos Aires, abbiamo messo in marcia la prima tappa dell'elettrificazione della linea ferroviaria Roca, fino a Quilmes-Costuitución con i suoi nuovi 300 vagoni.

 

Abbiamo anche inaugurato la nuova stazione ferroviaria di City Bell e il suo nuovo passaggio a livello. Ci ha accompagnati pure il nuovo eletto della Ciudad de La Plata, il Dr. Garro di Cambiemos (L'opposizione, ndt).

 

Abbiamo inaugurato un asilo per bambini in Avellaneda, che è stato creato nel 1996, però mai ha avuto un edificio proprio. È una struttura moderna, con ascensori e aria condizionata.

 

Per concludere, Mariano Recalde Presidente di Aerolíneas Argentinas, ha inaugurato l'hangar nº5, il più grande dell'America latina, che è praticamente pronto e permette di ospitare aerei per riparazioni alla flotta di Aerolíneas Argentinas; incluso serve per ospitare l'aereo più grande che si fabbrica oggi: l'Airbus 380.

 

L'ultimo hangar che si è costruito nell'aeroporto di Ezeiza lo aveva fatto Perón quando inaugurò l'aeroporto internazionale Gral. Pistarini.

 

Alla conclusione dell'inaugurazione un collaboratore mi informa che il presidente neoeletto aveva mandato un SMS dicendo che voleva parlare con me. Al momento in qui siamo arrivati ad Olivos – era impossibile rispondergli prima in mezzo a tanta gente – l'ho chiamato.

 

Mi passano il cellulare e il presidente neoeletto cominciò con un elevato tono di voce ad esigere che io dovevo presenziare alla “sua cerimonia” e che se non lo facevo come lui diceva... la Corte Suprema della nazione, gli avrebbe dato l'incarico perché già l'avevano consultata a riguardo.

 

Devo confessare che mi ha sorpreso la esaltata – eufemismo di grida – verbosità del presidente neoeletto. Quando sono riuscita a parlare – sembra una cosa strana – chi parlava dall'altra parte del telefono sembrava un'altra persona totalmente differente a quella che appare nei media, e con cui ho parlato alcune volte.

A tal punto che in un momento ho dovuto ricordargli che al di là dei nostri incarichi, lui era un uomo e io una donna che non si tratta in questo modo.

 

Quando ho potuto parlare, ho provato a spiegargli le disposizioni della Costituzione Nazionale (CN) negli articoli 91 e 93. E che però per la trasmissione del mandato, per semplice comprensione dei testi di legge, si esigono che ci sia la presenza di due persone: quella che lascia l'incarico e chi lo riceve.

 

Qui non si tratta di una cerimonia di nessuno in particolare, se non di un atto istituzionale, di uno Stato democratico e repubblicano in generale. Che deve farsi nel congresso (art 93 CN) perché fino a quando lei non presta giuramento davanti all'Assemblea Legislativa non è presidente, e che inoltre se questo accade, nessuno deve cedergli in forma immediata gli attributi per il potere esecutivo. E chi lo deve fare è quella che ha lasciato l'incarico di presidente in quello stesso istante, ossia quella che gli scrive...

 

Che in più la qui presente vuole farlo il prima possibile per poter viaggiare a Santa Cruz* perché il volo regolare di Aerolíneas Argentinas per Río Gallegos parte alle ore 15 e non mi starà lì ad aspettare. Voglio presenziare al giuramento di Alicia Kirchner come Governatrice di Santa Cruz, visto che ha posticipato il suo insediamento alle ore 20, per far si che io avessi potuto assistere.

*cioè tradotto – per chi non ha capito – significa che la presidenta Cristina, vuole ricordare che anche se Macrì ha vinto le elezioni nazionali, il controllo sulla Patagonia rimane nelle mani della famiglia Kirchner, e che questa zona non può essere data a chiunque senza il consenso della famiglia Kirchner.

Il presidente neoeletto continuò gridando e dicendo che non è così, e che lo devo aspettare in Casa Rosada, e dopo che lui giuri e parli al congresso, lì, devo portargli “banda y bastón”.

 


Banda y bastón

Ho provato a spiegargli, che dopo che lui abbia terminato il giuramento io non sono più presidente, e che per quel motivo non devo portargli nessun “banda y bastón”, e l'unica cosa è che tutto finisce simultaneamente quando finisce il giuramento. Ed è lì quando mi dice, con tono arrabbiato, che io lo devo accompagnare – e torna a ripetermi – perché è “la sua cerimonia” .

 

Bene, lì ho pensato che fino a qua arrivo caro mio, e le ricordo tre cose:

 

La prima, è che non sono la sua accompagnatrice.

 

La seconda, è che il 10/12 non è la sua festa di compleanno ma il giorno che assume l'incarico di presidente di tutti gli argentini in un sistema democratico che si deve rispettare, e che momento migliore può essere l'assemblea legislativa dove giura come presidente e dove chi termina il suo periodo gli passa il mandato.

 

La terza, che non penso di continuare a tollerare in silenzio, come ho fatto finora, il maltrattamento personale e pubblico che viene dispensato dallo stesso giorno in cui l'ho invitata a Olivos, per congratularmi (con un calcio nei coglioni ndt) per il suo trionfo. E anche bisogna considerare le menzogne che continuano ad andare in giro con una impunità mediatica mai vista prima...

 

L'ho ricevuta con tutto rispetto e incluso sono io che ho detto, come una mia opinione personale che il presidente provvisorio del Senato doveva essere uno del suo partito, come linea di successione e tenga in considerazione che i seggi del Frente para la Victoria (FPV) avranno a partire dal 10/12 una maggioranza assoluta di 41 senatori*, e il nostro spazio politico avrebbe votato chi fosse stato proposto da lei come provvisorio, come un chiaro segnale di governabilità democratica. E in più mi azzardai a suggerirle il nome di Federico Pinedo, che oltre ad essere un uomo di dialogo e un cavaliere, andava ad aiutare alla vicepresidente neoeletta a superare le difficoltà oggettive della sua salute per stare di fronte alle sessioni maratonistiche come quelle che vanno a finire con molta frequenza in parlamento.

*Il Frente para la Victoria (FPV), corrente che sostiene il peronismo e Cristina Kirchner, hanno in questo momento la maggioranza assoluta nel Senato argentino. I Senatori vengono eletti localmente, e questo spiega la formazione di vari gruppi, che hanno numeri differenti da quelli della camera dei deputati.
In Argentina il potere legislativo sarebbe esercitato dal Congresso Nazionale (CN) che è diviso appunto dal Senato di 72 seggi, e la camera dei deputati di 257 seggi.

Gli dissi anche che andavamo a votare come presidente dei deputati un membro del suo partito, per essere terzo nella linea di successione, nel nome della governabilità. E come glielo detto entrambi le cose sono accadute, si sono portate a termine le cerimonie di giuramento dei senatori , dei deputati e delle autorità di tutte e due le camere, in modo esemplare.

Con palchi pieni di familiari e militanti di tutti i partiti che sono venuti a vedere giurare ai suoi deputati e senatori senza che si sia prodotto un solo incidente, e cerano tutti i partiti politici con rappresentanza parlamentaria.

 

 

Maximo mi ha raccontato che prima del suo giuramento come deputato, Federico Pinedo si è avvicinato a salutarlo e dargli la mano. Non mi sono sbagliata con Pinedo, sempre è stato un cavaliere.

 

Perché allora il presidente neoeletto ha dichiarato durante la riunione che abbiamo fatto, che era stata una “riunione improduttiva”? Quando nei pressi della stessa porta di via Villate (nella residenza presidenziale, ndt) Olivos, nell'uscire ha detto che era stata una riunione cordiale e che ci sarebbe stata una cerimonia di trasmissione del mandato, per poi ore più tardi qualificarla come “improduttiva”.

 

Perché si intenta disconoscere le innumerabili riunioni che hanno tenuto i funzionari del nostro governo con le persone che il presidente neoeletto ha designato?

 

Dichiarazioni, foto, immagini danno prova di una totale normalità. Non si sono riuniti nelle catacombe, lo hanno fatto nei sui pubblici spazi, molti di loro fino a più di tre volte, e durante ore.

 

A cosa si deve il maltrattamento, e si parla di mancanza di collaborazione, anche quando Lino Barañao, Ministro della scienza e della tecnologia di questo governo dall'anno 2007, mi ha consultato su cosa fare, perché gli avevano offerto di continuare l'incarico, e gli ho detto immediatamente che si, altrimenti non avrei accettato.

 

Perché l'impegno di voler mostrare qualcosa che non esiste? Mi domandavo ieri notte, cos'è quello che sta succedendo con qualcosa di così semplice come un passaggio di mandato? Perché devo riconoscere che il maltrattamento di quella telefonata che mi avrebbe fatto il presidente neoeletto mi risultava inspiegabile e quasi incredibile.

 

In una nazione maltrattata dai fondi buitres, con un mondo in crisi economica, politica e militare, che ci esige estremizzare l'unità nazionale, idee e azioni affinché la recessione e la violenza globale non ci scansino, l'episodio telefonico mi risultava inspiegabile.

 

Fino a quando oggi ho visto il giornale Clarín e i suoi titoli:

 

(scritte di tipo catastrofico) “Macri gli ha detto a Cristina che il passaggio sarà in Casa Rosada”. “I presidente neoeletto l'ha chiamata al telefono per comunicargli che la consegna della banda y el bastón presidencial” sarà nella Casa del Governo. Prima, giurerà davanti all'Assemblea Legislativa nel congresso”. E hanno aggiunto in un quadro speciale anche questo: “Macri testuale. Se la Presidenta non porterà gli attributi, lo farà la Corte”.

 

 

E allora ho capito immediatamente. Quello di ieri non è stata una chiamata telefonica per parlare su nessuna cerimonia. È stata semplicemente, una operazione mediatica più dove la gente doveva leggere: Macri gli ha ordinato a Cristina che doveva portargli “banda y el bastón” nella Casa Rosada.

 

Lì è stato quando ho ricordato qualcosa di cui mi aveva parlato un funzionario del mio governo che partecipava alle riunioni per organizzare il passaggio del mandati con le persone preposte dal presidente neoeletto. Quando Federico Pineto gli ha riferito che doveva essere la Casa Rosada per una questione di generare “una immagine di autorità nel presidente neoeletto”.

 

Immagine di autorità? Ma se lo hanno appena finito di eleggere presidente con il 51% dei voti...

 

E va bene che, il 49% non lo ha votato, ma la democrazia è così, si vince o si perde per un voto...

 

In quanto ad immagine di autorità ricordatevi ci Nestor Kirchner che assume con il 22% dei voti, che gli hanno detto che andava ad essere la marionetta del precedente presidente, o che in alternativa la marionetta sarei stata io....

 

E dove dovrebbe aver giurato per generare una “immagine di autorità”? In piedi sopra il tavolo del Salón Blanco?

 

 

L'autorità, non la sapete immaginare, e non si ottiene in una cerimonia di trasmissione di mandato e molto meno gridando ad una donna per telefono...

 

Una donna che anche se dovesse essere la sola, vuole portare il mandato a chi ha ottenuto l'onore di essere eletto presidente di tutti gli argentini, e farlo nel modo costituzionale che significa l'Assemblea Legislativa, che sintetizza la sovranità popolare e la rappresentanza federale di uno Stato democratico.

 

E anche per riceverla con un gesto di maggiore cordialità, potrà osservare quando farà ingresso a Olivos che le fioriere del parco che ruotano attorno lo specchio d'acqua di fronte al chalet presidenziale sono stati recentemente seminati di fiori di un solo colore: giallo, il colore preferito dal presidente neoeletto.

 

Sono rimaste molto belle e in una settimana in più, andranno ad essere ancora migliori, quando fioriranno in tutto il suo splendore.

 

 

In quanto all'autorità di un governo o di un presidente: non si costruiscono ne con i colori, ne con immagini e molto meno urlando ad una donna. È qualcosa di semplice però allo stesso tempo molto difficile. Gestione quotidiana e fiducia nella società che non va ad essere contro di lei.

 

Mentre tanto nella realtà quotidiana stanno succedendo cose prodotte da azioni e cose dette dal futuro governo che stanno influenzando e influenzeranno ancora di più la vita della gente. Già l'ho detto in YPF (Yacimientos Petrolíferos Fiscales) due settimane fa: non lasciamo che mentre discutiamo di banalità e cose triviali ci passino degli elefanti alle spalle.

 

Una volta in più la realtà è occultata dall'impunità mediatica.
 

 

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