Salvini e lo smartphone degli immigrati.

Salvini e lo smartphone degli immigrati.

(Versione video: qui)

 

Salvini lo smartphone e altri beni e servizi recenti, non sono un indice di ricchezza ma una tassa nascosta nei confronti di chi dipende da questi.

 

Prendere a pretesto il fatto che gli immigrati abbiano beni tecnologici di ultima generazione, per dire che stanno bene, significa non capire che non basta uno smartphone, per essere benestanti, ma anzi.

 

Che dire, il nostro paniere è cambiato negli ultimi 20 anni.

Ne 1995 non c'erano telefonini al centro commerciale, ne palmari, ne televisori al plasma.

Al contrario, qualcuno quando si faceva casa si comprava ancora l'enciclopedia, beni di arredamento e ornamentali.

Oggi entrando nelle case di una coppia giovane, si potrebbe trovare un unico mobile con un PC, o un televisore al plasma connesso magari con una playstation.

Uno potrebbe entrare e dire:«Però! Non vi manca niente eh?»

 

Poi scendendo per strada, è difficile incontrare giovani senza smartphone. Anche quelli con un lavoro precario, non possono fare a meno di averne uno. Anche perché i nuovi ritmi del libero mercato, impongono alle persone di essere competitivi e sempre reperibili e pronti a consultare google maps, per recarsi sul posto del lavoro a chiamata.

 

Uno potrebbe pensare, che con un singolo oggetto tecnologico come un iPAD, posso leggere dei libri e anche le enciclopedie che prima occupavano pesantemente gli scaffali di casa.

Però non ci si rende conto che un giovane precario alle volte, non tornerà la sera a casa sua, ma in un appartamento condiviso con tanti altri giovani precari, lì con il loro smartphone, ma su un letto a castello.

Lo smarphone gli serve come surrogato della socialità che non ci si può più permettere, con 500 € mensili, e il posto letto a 250 € quando gli va bene.

Non ci sono più mobili di casa, ne libri a cui uno tiene, ma solo una moltitudine di gente davanti a qualche applicazione per fare non so cosa. Io per il momento non ho questa tecnologia, e quando sto davanti alla fermata dell'autobus, chiedo a qualche ragazza immersa nel suo finto mondo sociale, se può vedermi a che ora passa l'autobus. Poi, finita la conversazione, si rientra di nuovo dentro il mondo di Facebook, o whatsapp. Ognuno si perde nel mondo virtuale, per non vedere tutto ciò che gli sta attorno. Non fa alcuna differenza dove ci si trova, se nella stanza condivisa, o per strada, sulla metro.

Vedi gente con i cuffioni, immersi nella musica ad alto volume, per evitare di entrare in contatto con gli altri.

Uno potrebbe pensare, che se uno ha lo smarphone, le cuffie da 100 €, allora non se la passa male. Ma bisogna considerare che uno potrebbe avere solo quello, assieme ad una valigia con le dimensioni massime 55 x 40 x 20 per non pagare bagagli extra sui voli low cost, contenenti 2 o 3 vestiti.

 

Sarebbe bello se si attuasse la politica di piena occupazione, con posti di lavoro transitori per chi non ce l'ha.

Si tornerebbe a pensare a farsi casa, e al vero tempo libero, senza bisogno di socialità surrogate. E senza la necessità di essere competitivi e reperibili 24 h.
 

A sx i beni e servizi per i precari, che però non “rinunciano” allo smartphone.
A dx dei beni che oggi vengono considerati di lusso, ma che un tempo potevano essere di proprietà di una famiglia di classe media.
La tecnologia ha dato la possibilità di avere tutti una carta di credito in qualche modo. Prima era un oggetto non comune, mentre oggi ci sono banche on line, e carte prepagate per tutti. Solo, che non ci si rende conto, che un conto è una persona con una certa ricchezza, che ha la sua banca che gli offre dei servizi di un certo tipo; mentre un'altra cosa è una carta prepagata che uno usa come sostitutivo del conto corrente, e dove se succede qualcosa bisogna chiamare un call center non so dove, per essere assistiti. Non ci si rende conto, che avere servizi solo on line, può essere un problema quando non si ha un punto di riferimento fisso, e si finisce in situazioni in cui non si sa come uscirne. Magari ci troviamo all'estero e senza soldi, mentre cerchiamo di comunicare con un centralinista albanese o indiano, per recuperare la password che ci potrà far mangiare oppure no.
Bisogna pensare che le nostre case assomigliano sempre di meno a la parte destra dell'immagine sopra, e sempre di più alla parte sinistra sempre dell'immagine sopra.
Stiamo diventando una massa di poveri pronta a viaggiare in qualunque parte d'€uropa, alla ricerca di lavori precari sempre meno garantiti, che fanno file presso gli uffici della Western Union per ricevere e inviare soldi.
Lì con i nostri (cioè vostri) smartphone, che se vi si rompono perdete tutti i vostri contatti, e vi ritrovate senza la vostra casa virtuale che vi da l'idea di essere meno soli, trovandovi improvvisamente in mezzo al nulla. Ve ne rendete conto? Chi compra uno smartphone la prima volta, ne diventa dipendente a vita.
I produttori di questi beni, per finti benestanti, sono monopolisti con un potere superiore a quello degli Stati nazionali. Essi decidono prezzi e tariffe, dei prodotti, dei pezzi di ricambio, e degli hard disk remoti, dove fare i vostri back up. Perché i moderni iPAD, smartphone, non hanno neanche una porta USB.
Loro decidono, attraverso le indagini di mercato, che tipo di tassa imporre sui lavoratori sotto pagati, i quali sono costretti a lavorare per comprare questi beni sempre più indispensabili per non essere esclusi dalla società.

Gli immigrati? È un discorso complesso da affrontare insieme alla politica estera.

Secondo me, basterebbe proporgli di lavorare anziché fare nulla in albergo, e appena si sparge la voce diminuiranno gli sbarchi.

 

E poi secondo me si lamentano proprio perché vengono lasciati lì, e tra di loro potrebbero esserci situazioni conflittuali. Noi li vediamo come quelli africani con lo smartphone in mano, che se la godono al ristorante. Ma non è detto che tra di loro non ci siano divisioni etniche, e potenziali tensioni tra gruppi.

D'altronde, la Lega ce l'ha duro, e se gli italiani hanno delle differenze, le avranno anche loro.
 

A sx una protesta degli immigrati accolti in un hotel italiano
A dx scene di violenza verso immigrati in Sud Africa, dove alcuni africani, picchiano africani venuti da altre parti dell'Africa stessa.

Una parziale soluzione: fargli fare dei lavori, che li preparino ad affrontare le problematiche della loro zona di provenienza.
 

Se si affiancassero degli immigrati nel lavoro e nello studio, si potrebbe poi rinviare questi nei loro paesi di appartenenza ma con delle capacità che gli darebbero una speranza di sviluppare delle economie sul loro territorio.
Dicendo agli immigrati che se vogliono stare qui, anche solo temporaneamente, devono lavorare, e automaticamente arriverebbero solo persone che hanno delle vere necessità, e non persone che si vogliono far ospitare in albergo. Dopo un periodo di valutazione quindi, per verificare se questi abbiano i requisiti per richiedere asilo, gli immigrati che rimangono sono già inseriti, mentre quelli che ritornano in patria, hanno sicuramente una possibilità in più di farcela. Certo, in realtà il posto di lavoro garantito dovrebbe essere un diritto per tutti gli italiani. Ma questa soluzione, permette di controbattere alle critiche della sinistra, che dice che la Lega Nord è razzista. Facendo questo, viene più facile maturare l'idea, che con una finanza funzionale, ognuno avrebbe il suo lavoro, la sua casa, e i suoi diritti. Si diffonderebbe inoltre il concetto di finanza funzionale e piena occupazione anche in Africa.

Nel frattempo, fino a quando non si esce dal sistema €uro, per chi è diventato dipendente dalla tecnologia, gli smartphone, gli iPAD, sono diventati una tassa nascosta, per chi vuole rimanere inserito in un certo mondo, per essere più competitivo e altre cose che già sappiamo.

Chi produce questi arnesi, li produce ad un costo di produzione sempre più basso, e impone un monopolio decidendo prezzi e tariffe relativi a tutti i servizi associati, di cui è sempre più difficile farne a meno.

 

Aggiungi un commento

Filtered HTML

  • Indirizzi web o e-mail vengono trasformati in link automaticamente
  • Elementi HTML permessi: <a> <em> <strong> <cite> <blockquote> <code> <ul> <ol> <li> <dl> <dt> <dd>
  • Linee e paragrafi vanno a capo automaticamente.

Plain text

  • Nessun tag HTML consentito.
  • Indirizzi web o e-mail vengono trasformati in link automaticamente
  • Linee e paragrafi vanno a capo automaticamente.
CAPTCHA
Trascrivi il codice generato nell'immagine
Image CAPTCHA
MAIUSCOLE & minuscole contano!