La democrazia NON esiste.

La democrazia non esiste, ed è il frutto di una tua illusione.

 

Molte persone ultimamente gridano al complotto, e che è tutta colpa dei banchieri malvagi che vogliono tutto.

Si dice: prima con la lira si stava meglio, e adesso con l'€uro no.

 

Ma prima di abbandonarci a queste tesi, occorre riflettere se realmente sia esistito un periodo democratico oppure no.

 

In realtà, secondo il mio punto di vista, è sempre esistito un mondo dove gruppi di interesse si incontrano e si scontrano, e danno via al dibattito su come è meglio vivere, quali dovrebbero essere i valori predominati, chi ha diritto e a cosa, etc.

E a seconda di chi è più influente le cose girano in un certo modo, e il popolo accetta nuovi schemi sociali.

Quindi quando c'era LUI, e i treni arrivavano in orario, per la gente era normale pensare che i valori tradizionali erano di un certo tipo, e tu potevi andare da chiunque, che alla fine tutti la pensavano in un certo modo.

 

 

Poi nel dopoguerra è arrivata la modernità, il che significava che tutti siamo diventati improvvisamente più liberi, grazie anche alla tecnologia che arrivava nelle case, e liberava soprattutto le donne dal lavoro domestico.

Il che dovrebbe andare in contrasto con la visione del mondo dove esistono i complotti che ci vengono a togliere la democrazia.

 

Ma in realtà, qualsiasi struttura di potere ha bisogno anche che tu in qualche modo esista, e faccia delle cose.

 

Altro punto di vista: il pianeta è fatto di sette miliardi di persone, di cui quanti di questi giocherebbero il ruolo di cattivi? Alcuni parlano del famoso 1%, altri invece dei Kazari, che da una località sperduta vicino al Mar Caspio controllerebbero tutto il mondo.

Se poi invece si vuole fare un'analisi più completa, si arriva a dire che esiste tutto un sistema di valvassori e valvassini dove il potere del cosiddetto male è più distribuito.

 

Ma la verità, e che la gente (LAGGENTEEEE) accetta tutto questo e non è che si fa un problema, o meglio, protesta, ma c'è poca consapevolezza del fatto che in buona sostanza, se esiste una élite che ci comanda, non è tanto per il suo potere, ma per un tipo di società legata ai consumi, che ha reso apatica la gente comune, che non riesce a rendersi conto di quando le sue attività vanno contro l'interesse comune, neanche a spiegarlo con una serie di disegnini.

 

Abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità. O almeno questo è quello che ci raccontano. Ed è anche quello a cui molti credono acriticamente, senza valutarne il significato.

Eppure ci sarà un motivo per cui prima si voleva spingere un capitalismo, che permetteva ad una famiglia monoreddito di andare anche in vacanza l'estate? E perché ora invece sono arrivati i cattivi che ci tolgono tutto?

In realtà, come dicevo, ogni forma di potere ha bisogno che tu viva anche. Certo, in certe parti del mondo si fa strage di intere popolazioni. Ecco, diciamo che ogni sistema di potere ha bisogno a fasi alterne che tu viva, e che tu faccia delle cose, ma questo periodo non può essere troppo lungo.

 

Quindi, quando si voleva trasformare la società, ci è stato dato il benessere capitalistico, dove ti potevi comprare la casa, la lavatrice, la macchina, e quant'altro ti potesse servire. Nel contempo che esisteva questo processo però, esisteva anche un processo di trasformazione, che non poteva avvenire in un periodo di austerità economica. Finito questo processo di trasformazione, verso il 1978, si è passati ad una nuova fase di ritorno alla povertà graduale.

 

----cadavere moro--- didascalia: Il caso Moro segna la fine di un era dove l'Italia era in crescita, e la ricchezza veniva redistribuita. Con il 1992 poi, arriva il momento dei primi governi tecnici (e delle famose manovre di risanamento), che sancisce l'inizio della tecnocrazia in Italia.

Sia il 1978, che il 1992, sono anni con 13 lune.

 

Questi cambiamenti riguardano soprattutto lo stile di vita delle persone.

Ecco: c'è chi dice che la cultura della visibilità sia un prodotto delle élite, per rendere apatica la gente, che immersa nel culto della visibilità, pensa solo a mettersi su un piedistallo e in bella mostra, ma senza nessun reale interesse per qualsiasi cosa. Anche quando riguarda la sopravvivenza di tutti.

 

Quindi uno potrebbe pensare: va bene, diciamo a tutti che esiste questa cultura della visibilità inventata dalle élite, e così risolviamo il problema.

No, non funzionerebbe, perché il tutto si risolverebbe in un evento spettacolo, dove alcuni se la tirano di intendersela, e parlano in modo sofisticato di questa cultura della visibilità che uccide la società. Il tutto utilizzando quindi la stessa forma-pensiero della cultura della visibilità.

 

Allora poi arriva uno e dice: che ora realmente bisogna uscire dalla cultura della visibilità, e lo fa prendendo in giro quelli che precedentemente se la tiravano d'intendersela, di fronte alla platea che così lo ammira, come nuova icona dura e pura, su un nuovo piedistallo fino a quando non arriva una altra situazione, dove ci saranno altri, i nuovi fighetti della situazione, che anche loro si esibiranno dicendo che quello era lì per farsi pubblicità, mentre invece loro no.

Insomma, non se ne esce.

 

(Suor Cristina: Domanda, ma doveva per forza vestirsi da suora?)

 

Forse, il tipo di personaggio egoico più diffuso, è quello dove la persona non ha un esperienza da fare, ne una passione personale, ma quel tipo di ego dove uno è accettato nel contesto sociale dove vive, anche se questo dovesse essere un qualcosa del tipo: il tizio che da sopra il muletto trasporta delle pedane, abbigliato con una tuta da lavoro attillata in un certo modo, e una serie di gadget (taglierini, portachiavi a penzoloni, occhiali di un certo tipo, etc.) che lo identificano come il tizio con il muletto che trasporta le pedane, che è un tipo super-figo, per il fatto che si atteggia in un certo modo. Poi magari il tizio in questione fa 10 incidenti a settimana sul lavoro, ma se il suo personaggio è quello, non si può dire che non sia bravo nel suo lavoro. Nel dire il contrario, si rischiano di perdere tutta una serie di equilibri lavorativi, e quindi non ci sarà un nuovo elemento, fino a quando non ci sarà modo di inserire un nuovo personaggio che non entri troppo in contrasto con tutti gli altri che, a loro modo se la tirano per un motivo o per un altro.

 

 

Questo meccanismo di base, fa si che non possa andare avanti in qualsiasi settore, che si tratti di fare il bidello o l'ingegnere aerospaziale, c'è sempre un problema di personalismo, che si antepone alla necessità di tutti, di poter andare avanti con lo sviluppo e la crescita della società.

E non fate finta, voi che leggete, che voi non siete tra questi.

 

E allora…

torniamo al tema di fondo: la democrazia esiste?

Qualcuno potrebbe pensare che se io ho diritto a scrivere questo, allora la democrazia c'è.

Ci sarebbe se non esistessero dei fenomeni di massa, che saturano lo spazio mediatico. Allora solitamente arrivati a questo rigo, molti di voi hanno già abbandonato per giocare ad uno di quei giochini flash, o per guardare il video dello youtuber più famoso (che è anche il più cretino).

 

Nella realtà dei fatti tutti i poteri in gioco si sono mantenuti attivi, e si sono solo nascosti dietro alla modernità, che ha illuso la gente di aver acquisito dei diritti.

La gente andava a comprare le case, gli elettrodomestici, e i beni di consumo, convinta di aver superato il periodo buio. Chiusa tra le mura domestiche, convinta di aver acquisito i diritti giusti.

Ma nel frattempo, le famiglie nobiliari, continuano a spingere certe situazioni, certi matrimoni, affinché, sotto la maschera della società borghese, o anche delle classi medie e basse, continuasse il proseguo di un certo DNA, che poi serve sempre a certe situazioni di potere, che si manifestano più o meno visibilmente.

Chi favorisce questo processo è anche il popolo, che nella scala gerarchica sta:

 

 

Ecco, la maggior parte delle persone sta qui, e non vi dovete illudere che destinando il 5X1000 ai bambini dell'Africa, o facendo la differenziata, siate brava gente.

 

In più, la paura che vi prende, vi impedisce di capire che rimanere ad esempio in un sistema come quello dell'€uro, avremo ogni giorno sempre di meno.

Mi sento dire: «eh, ormai ci siamo e non possiamo uscirne.»

Quindi la paura vi spinge ad attaccare chi vuole reagire, completando così il lavoro di chi ci governa.

 

ALTRO PUNTO: a nessuno gli passa per la testa, che se non c'è libertà di costruirsi un futuro, relazionarsi con gli altri, poter liberamente scegliere se avere figli o meno, che non esista effettivamente uno Stato di diritto?

Cioè se io per avere una cosa, devo supplicare qualcuno, devo essere in un gruppo, e se devo essere in gruppo non posso essere in un altro.

Questa non è la libertà.

 

Il progresso ha dato il diritto di lavorare anche alle donne, e quindi oggi si sta meglio. Senza rendersi conto che l'automazione industriale doveva diminuire l'orario di lavoro, anziché aumentarlo per rinchiudere la gente in un call center.

 

Si può dire che sia colpa degli illuminati, quando di fronte al disastro economico, ti senti dire:«vai a lavorare!» oppure, «prova in Germania.»

Quindi se accade qualcosa, i 7 miliardi di abitanti all'unisono permettono che ciò avvenga.

 

  Il complottismo ci mostra sempre i simboli del potere, fino a tal punto, che il potere viene sempre celebrato in tutte le sue forme.

 

 
VOGLIO RAFFORZARE UN ALTRO ASPETTO:

Ciascuno di noi cerca di colmare i propri bisogni primari, che per me si possono riassumere nella celebre piramide di Maslow, dove alla base della piramide esistono i bisogni fisiologi: respiro, alimentazione, sesso, sonno, omeostasi.

Quindi ciascuno di noi che lo sappia o no, lotta per quanto sopra, ed è disposto a fare più o meno di tutto per ottenere quanto necessario a sopravvivere.

Quindi, se io volessi ottenere un mondo secondo i miei valori che io considero “buoni”, devo fare in modo che nessuno dei bisogni fisiologici venga interrotto, o reso impossibile da soddisfare. Altrimenti all'interno dello strato SUB-UMANO, comincia un processo dove ciascuno fa una piccola cosa che danneggia tutti, pur di colmare i propri bisogni. Queste piccole cose sono anche tutta una serie di attività lavorative improduttive, che danneggiano tutti.

Quindi invece di manifestare con lo striscione in mano contro qualcosa, bisogna lottare affinché esista un sistema che garantisca a tutti i bisogni di base che permetto la vita. E in questo modo si potrà poi discutere dei problemi di tutti.
 

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