Fa talmente freddo che oggi Berlusconi ha acceso i termosifoni.

La prima volta che ho realizzato che esisteva Luttazzi, era in TV, ed è stato quando ho visto un suo monologo a “RAI per una notte”. Mi è piaciuto il tipo di monologo, ma mi sono reso conto che quello per Luttazzi era l'inizio della fine, per il tipo di contesto in cui si stava esibendo.

 

Perché DL non torna in TV, o almeno in teatro?

Secondo me non ha realmente voglia di fare le cose in un modo a lui non congeniale. Nella sua testa sta aspettando quel momento in cui può tornare in TV ed avere carta bianca (un rotolo intero...).

Ma quei momenti in cui lui poteva esercitare, lo poteva fare solo in funzione antiberlusconiana.

 

Ora però mi immagino che abbia capito che il debito pubblico è una passività virtuale, e che non va ridotto; ora che accade questo mi immagino che lui rivendendo i suoi vecchi video, si sia reso conto che ha detto delle inesattezze. Inesattezze che poi in realtà sono ancora per molti il pensiero dominante proveniente dall'economia neoclassica, con la quale siamo cresciuti, e quindi in realtà nessuno poteva sospettare prima dell’arrivo del primo governo tecnico del 2011, come stavano le cose.

 

Oggi alcune persone invece, cominciano a vedere le cose in modo diverso, anche perché la fame aiuta ad un certo tipo di lucidità di pensiero.

 

Cosa direbbe oggi (agosto 2014) Luttazzi se fosse in TV?

 

Vi lascio riflettere un secondo…

 

Lui sa perfettamente che non è permessa una satira che colpisca il pensiero dominante europeista, esterofilo, che sta distruggendo l'economia di tutta Europa.

O meglio, non è che Luttazzi non abbia mai criticato Prodi, D'Alema, e la cricca della sinistra. Ma quando il suo antagonista principale era Berlusconi, gli lasciavano correre le battute su UNIPOL, PD, voti a favore delle guerre da parte dei partiti di sinistra, etc.

Ma ora che è chiaro che alcuni di quelli che considerano paladini della controinformazione, sono in realtà sempre stati a favore di questo tipo di Europa, Luttazzi nasconde un malcelato disaggio nello stargli vicino.

 

Poi ha pubblicato anche un libro con il fatto quotidiano, “Lolito”, che non ho letto molto se non le prime pagine, e io non so perché, facevo fatica a leggerlo. Gli altri libri li ho divorati tutti, ma questo è di impossibile lettura (almeno per me).

Forse questo libro è stato fatto in un momento in cui come dice Luttazzi in una intervista fatta in occasione dell'uscita del fumetto La quarta necessità:“il berlusconismo non è sul viale del tramonto, purtroppo”. Laddove per berlusconismo intende quel modo di pensare che alla fine ha portato gli italiani ad accettare Renzi ad esempio.

E quindi il libro è stato fatto in un momento, in cui secondo il mio punto di vista, l'unico modo per fare una satira vera, era quella di far capire che al di là di Berlusconi, il berlusconismo continua. Solo che non credo che molti lo abbiano capito.

 

Il libro Lolito resta per molti poi, un opera antiberlusconiana.

Mentre invece per me è un opera in cui un Luttazzi che si sente compromesso tra gli ambienti in cui è cresciuto e gli hanno permesso di fare satira oramai diventati europeisti in modo quasi ufficiale, e la necessità di sollevare coperchi su punti dove è urgente che gli italiani prestino attenzione.

E mentre cercavo di leggere i primi capitoli, sentivo questo contrasto, dove per compensare il fatto che lui si è reso cosciente che la persona in se Berlusconi, non è il problema del paese, ma solo parlando di lui gli è possibile mettere in luce la rovina sociale che ci circonda, allora bisogna scrivere un libro che parla partendo da Berlusconi, da cui appunto: Lolito.

Forse per questo facevo fatica a leggerlo, ma mi sono promesso che un giorno lo avrei terminato.

 

Altro punto: i lettori di oggi, abituati a letture poco impegnative, fatte di periodi brevi, sono in grado di capire un’opera del genere?

Secondo me no. Qualcuno l'avrà magari letta tutta ma non capita. Quindi non c'è nessun pericolo se i libri di Luttazzi vengono venduti anche da Mondadori.

E non c'è nessun pericolo se il libro viene pubblicato con il Fatto Quotidiano, perché tanto i lettori del FQ, interpretano il libro in chiave antiberlusconiana (e non riescono a vedere oltre).

 

Rimarrebbero quindi quei pochi che avrebbero letto tutto Lolito, ma in chiave libera. Dubito però siano molti.

 

Cosa penso di Luttazzi quindi?

In realtà questo non è molto importante nel senso che se io ne parlo bene o male, questo non fa una qualche differenza sostanziale, ma invece c'è un'altra cosa che è importante.

È importate che non esiste in Italia, che io sappia, un altro autore satirico capace come lui. Solo che lui non può più esercitare liberamente, perché i suoi “amici” pensano che lui debbia esercitare con l'ormai logorata funzione antiberlusconiana.

 

Questa è la vera cosa triste, perché da Decameron in poi nessuno ha fatto più un programma di satira vera. Quella pungente e sarcastica, alla Karl Kraus, che è quella che servirebbe oggi per l'orrore europeo.

 

Tutti gli altri come i Guzzanti, Crozza, e altri minori, non fanno quel tipo di satira lì. Ed è per quello che stanno in TV.

Gli sgommati ad esempio non sono satira.

Molte altre parodie, imitazioni, non sono satira. Cioè, non tutto quello che genera risata, è necessariamente satira. La satira ti cambia dentro, e cambia la capacità critica del paese.

La satira è un qualcosa che attua un cambiamento profondo, ed incide su pregiudizi consolidati.

 

Come fare quindi?

Secondo me, Luttazzi dovrebbe poter in maniera autonoma, aprire una scuola di satira, da cui fare uscire una nuova generazione di persone in grado di fare vera satira. Ed in un certo senso una volta ha tentato questo con “la palestra”, dove sul suo sito, giovani aspiranti si esercitavano in battute, ma poi il tutto è stato strumentalizzato, ed un giorno DL si è inventato che a causa della chiusura del server, il sito sarebbe stato cancellato.

Ora, chiunque abbia un sito, come me ad esempio, sa che è possibile fare un archivio del sito, e caricarlo da un altra parte. Non ci vogliono ingegneri per capire questo. E anche se lui non ne era capace, vuoi che nessuno gli avrebbe dato una mano?

Quindi, secondo me si era stancato di una certa situazione, e io ora voglio fare una ipotesi che è quella che segue.

 

Anch'io mi ero iscritto al suo sito anche se io sinceramente in quel periodo avevo poca ispirazione, e non riuscivo a scrivere nulla di concreto.

Però quello che ho notato, è che la maggior parte delle battute erano contro Berlusconi, e poi le battute stesse tendevano ad escludere quelli che la pensavano al di fuori della zona di conflitto: Berluska SI, Berluska NO.

Quindi io ero fuori.

 

Però c'è un altro fatto che è accaduto dopo, nel periodo dopo-palestra, dove praticamente Luttazzi è sparito nel nulla.

In un periodo successivo alla chiusura della palestra, alcuni dei reduci, si stavano radunando per formare un altro gruppo. Io li contattai, e mi sono trovato a scontrarmi con la gente che ci bazzicava dentro. Alla fine mi sono reso conto che il gruppetto era gestito da un tipo che lavora per l'UNITÀ (di cui non faccio il nome solo perché è inutile considerarlo), e che a mio parere era lì per strumentalizzare l'attività delle persone a fine politico.

Poi se uno non vuole fare il cretino, l'UNITÀ è anche un giornale gestito da persone di ambienti tecnocratici.

 

A me sembra che in questa Italia tecnocrata si voglia strumentalizzare chiunque, al fine di mantenere alta l'immagine di questa Europa, che a mio parere sembra un revival di alcune idee economiche del passato partite dalla Germania del passato (di questo se ne è parlato più volte in ambito MMT).

E se si va a leggere Karl Kraus, ci si rende conto che la storia che accade in Europa, è sempre la stessa, e si è solo riproposta in maniera differente.

 

Il commercio mondiale isolerebbe per sempre lo spirito tedesco, che è già da gran tempo ignorato dalla cultura tedesca. Eppure per rimanere in contatto spirituale col mondo non serve affatto l'aumento delle esportazioni.

Karl Kraus – Gli ultimi giorni dell'umanità – Scena ventinovesima

 

Ecco quali sarebbero i punti da toccare.

Oggi farei un opera simile a questa, dove i personaggi principali anziché chiamarli “Ottimista e Criticone”, li chiamerei “Europeista e Criticone”. Non ci starebbero male.

 

Ma oggi non è possibile, perché la mania di protagonismo della ggggenteeee!!!1!¡!

Dicevo, la mania di protagonismo della gente, distruggerebbe qualsiasi cosa ancor prima di nascere.

 

Questo è tutto.

 

Ah, il titolo del post?

L'idea del titolo prende spunto dalle battute sulla palestra di DL, nel quale il protagonista ricorrente era Berlusconi, e dove si tendeva ad abusare molto spesso del modello di battuta: “fa talmente X che… Berlusconi…” e poi seguiva il resto della battuta.

Quindi per questo motivo, non si può più strumentalizzare il solito meccanismo, che ormai ha perso effetto. Da qui il titolo:

 

Fa talmente freddo che oggi Berlusconi ha acceso i termosifoni.

 

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