L'autostrada Civitavecchia/Genova.

L'autostrada Civitavecchia/Genova

Un gruppo di persone armate, una notte dell'anno 2030, aveva distrutto i caselli autostradali da “Grosseto nord” a “Livorno sud”. La gente era infuriata per il fatto che la nuova autostrada costruita sulla vecchia statale Aurelia, aveva tolto di fatto, il diritto di viaggiare a tutti gli abitanti della bassa Toscana, e li aveva reclusi all'interno della propria cittadina. Un tempo, nonostante i rincari, la gente riusciva a muoversi in auto, ed andare in altri posti. Ora invece la strada era stata privatizzata, e andare da Civitavecchia a Livorno dove un tempo era gratis, con i caselli attivi costava 245 €. Praticamente solo i ricchi potevano uscire da Grosseto. La massa povera invece, con un salario di 500 € mensili nei casi più fortunati, non poteva permettersi che rimanere sempre nello stesso posto. Io sono uno di questi cittadini, che fino alla distruzione dei caselli, doveva rimanere immobilizzato all'interno della cittadina di Grosseto. Ma le cose stavano cambiando, qualcuno si era svegliato dal torpore finalmente.
La gente aveva distrutto i caselli autostradali, e qualcuno si era messo d'accordo per andare a trovare della gente a Livorno. Anche se non la conosceva, pur di uscire un momento da quella realtà sociale in cui era stato ingabbiato, per poi finire in fin dei conti in una realtà non molto diversa dalla loro; se non altro per le vie e i palazzi, che avevano una disposizione diversa. Tutta l'Italia era stata ridotta a un agglomerato di centri abitati, dove la gente a stento viveva. Gli scambi commerciali, avvenivano solo tra le grandi industrie, e nonostante la Toscana fosse la regione più verde d'Italia, non si riusciva a dare sfogo ad un agricoltura fiorente. Tutto era stato collocato in modo, che le piccole attività fossero interrotte. Già, perché le grandi industrie avevano delle convenzioni per viaggiare sulle autostrade, tutte private e rincarate al paradosso. I singoli individui, dovevano sborsare una fortuna solo per giungere in un altro agglomerato di case e luoghi di consumo; consumo anche della personalità umana e vitale. Se un privato voleva fare uno scambio di qualsiasi tipo con un paese distante solo 30 Km, doveva sborsare 30 euro di casello. Praticamente gli era proibito.
Qualcuno si era avventurato per le stradine limitrofe, quelle in cui dovevi viaggiare a 50 Km/h. Ma gli abitanti del posto, in virtù di una legge che proibiva ai non residenti di usufruire di quelle strade, per evitare episodi di disordine pubblico, metteva delle deviazioni per i non residenti. Alla fine eri libero di scegliere di non prendere l'autostrada, ma percorrevi all'incirca il 60% di chilometri in più. Considerando il fatto, che la benzina era arrivata ad 8 € al litro, non conveniva poi così tanto.

La gente quindi, arrivata all'esasperazione, decise di distruggere i caselli. In seguito a questo evento, il governo dei tecnici, oramai in carica di fatto dalla fine del 2011 (se non per qualche interruzione momentanea dovuta a sprazzi di democrazia), ha decretato che le strade dovessero essere sorvegliate notte e giorno. Si chiamava: Operazione “Autostrade sicure”.
La tensione sociale ai massimi livelli, sfociò in rappresaglie contro i soldati che presidiavano i vari caselli autostradali.
Una notte, a Rosignano, gli abitanti del luogo si prepararono ad attaccare i soldati che presidiavano l'autostrada.
Un Gruppo di 200 persone, armate di fucili da caccia, forconi, anche arco e frecce che grazie alla loro silenziosità potevano cogliere silenziosamente, il 20 aprile del 2030 alle ore 03:00, attacca il presidio dell'autostrada.
La battaglia non è durata tanto, tutti i soldati stavano giocando a dei videogiochi che potevano vedere direttamente da dietro i loro occhiali scuri, e non si accorgono neanche di essere caricati su i loro camion, e legati. Oramai l'umanità si era talmente assuefatta alla tecnologia, che non aveva più il senso della realtà.
La cosa triste, e che non esisteva più un nemico vero. Tutto era trasformato dalla società tecnocratica. I ricchi, malgrado avessero enormi quantità di denaro, non sapevano che farcene, visto che i prodotti erano ormai dei sottoprodotti. Qualcuno dei ricchi, aveva una bella villa lussuosa, con degli oggetti di “vero valore”, ma viveva in uno stato di paranoia ed isolamento sociale tale, da non potersi godere la sua ricchezza. Qualcosa doveva cambiare.

Quando si sparse la voce, che per liberare i caselli dai presidi non occorreva un così grande sforzo, la gente liberò tutto quel tratto che da Civitavecchia a Rosignano, era un tratto libero prima della privatizzazione. I soldati furono presi e rimessi dentro una caserma di Grosseto, non lontano in linea d'aria, dall'autostrada che un tempo era la statale Aurelia. Con ordine, e senza troppo rumore.

 

Aggiungi un commento

Filtered HTML

  • Indirizzi web o e-mail vengono trasformati in link automaticamente
  • Elementi HTML permessi: <a> <em> <strong> <cite> <blockquote> <code> <ul> <ol> <li> <dl> <dt> <dd>
  • Linee e paragrafi vanno a capo automaticamente.

Plain text

  • Nessun tag HTML consentito.
  • Indirizzi web o e-mail vengono trasformati in link automaticamente
  • Linee e paragrafi vanno a capo automaticamente.
CAPTCHA
Trascrivi il codice generato nell'immagine
Image CAPTCHA
MAIUSCOLE & minuscole contano!